Odontoiatria per il paziente

La scelta del dentista

Da che cosa è motivata la scelta del dentista per sè stessi e per i propri figli?
Sappiamo tutti che per curare i nostri denti abbiamo bisogno di rivolgerci allo specialista della bocca, che in genere scegliamo per fiducia.
E’ così che si sceglie il medico di famiglia o qualunque altro specialista.
E’ raro che la scelta avvenga perchè siamo informati della medicina che svolge il medico scelto.
Ma oggi l’informazione è maggiore, pertanto molte più persone provano a scegliere la medicina più vicina al loro pensiero.

Che cos’è l’odontoiatria?

L’odontoiatria è la medicina che si occupa di curare la bocca
Tra le varie medicine specialistiche l’odontoiatria è quella maggiormente operativa.
Ci si rivolge al dentista per controlli che vanno dalla prevenzione pura alla riabilitazione globale, con tutta una serie di interventi che vanno dall’igiene alla cura dei denti, fino ad arrivare alla loro estrazione e quindi alla protesi addirittura utilizzando pilastri artificiali su cui si costruiscono i denti. La tecnologia odontoiatrica propone tecniche sempre più sofisticate e il dentista è diventato un tecnico ultra specializzato a lavorare nel particolare sempre più piccolo di questa macchina complessa che è l’essere umano.
Una delle branche specialistiche odontoiatriche più sofisticate per tecniche e materiali è l’ortodonzia

Che cos’è l’ortodonzia?

L’ortodonzia tradizionale è quella parte dell’odontoiatria che si occupa di raddrizzare i denti storti.

La medicina olistica e l’odontoiatria olistica

Grazie all’esistenza di un pensiero medico e filosofico globale esiste una realtà in medicina che permette di osservare l’uomo nella sua complessità
Si parla di medicina olistica.
Esiste pertanto l’odontoiatria olistica che si occupa di curare la bocca considerandola un apparato collegato a tutto l’organismo.
Un’odontoiatria che cura la bocca nel rispetto dell’integrità dell’uomo.
C’è una ricerca all’uso dei materiali perchè siano il meno invasivi e tossici per l’organismo, considerando che una semplice cura dentaria prevede l’uso di materiali che permangono nel corpo 24 ore al giorno e presumibilmente per tutta la vita.
Le medicine alternative offrono al dentista una varietà di tecniche diagnostiche e curative che unite alle tecniche tradizionali oggi presenti permettono di realizzare una medicina integrata in odontoiatria.
La medicina integrata è una medicina completa che cura l’uomo considerandolo nella sua totalità di corpo e mente
Ma uno degli aspetti più interessanti in odontoiatria olistica è l’approccio funzionale quando si parla di riabilitazione.
L’ortodonzia “ufficiale”, partendo da dati statistici circa la definizione di salute della bocca, si occupa di raddrizzare i denti storti inseguendo un obiettivo estetico a partire da un’analisi statica dei modelli della bocca da curare.
Senza parlare dei problemi che insorgono durante e dopo il trattamento al resto del corpo (scoliosi, disturbi funzionali posturali ecc), la complicanza comune è la recidiva , infatti a fine trattamento i denti vengono tenuti “legati” per tutta la vita.

Cosa si intende per salute della bocca?

La salute della bocca è un pilastro importantissimo per la salute globale dell’individuo.
Per “salute della bocca” si intende la salute di un apparato complesso che è costituito da denti, lingua, mucose, muscoli, nervi, vasi sanguigni, articolazioni ecc, che non lavorano separatamente e che sono collegati a tutto l’organismo.

L’apparato stomatognatico

Questo apparato è costituito da due basi ossee,
la mandibola e il mascellare superiore:
la mandibola è un osso unico che si muove come un bilanciere attraverso le due articolazioni temporomandibolari unite al cranio;
il mascellare superiore è costituito da due ossa unite da una sutura centrale:
esso è fissato al cranio attraverso delle suture che apparentemente non si muovono, ma che in realtà collegano le varie ossa del cranio e si adattano spostandosi come avviene all’ingranaggio dell’orologio che effettua il suo movimento attraverso le ruote dentate simultaneamente in senso orario e antiorario.
Dalla nascita alla vecchiaia la bocca rappresenta l’organo vitale per la nostra sopravvivenza.
Attraverso la bocca si svolgono le funzioni principali della vita:
suzione, deglutizione, masticazione, fonazione, respirazione.
Attraverso la bocca, grazie al linguaggio esprimiamo i nostri pensieri trasformiamo le nostre emozioni.
Considerando l’individuo in stazione eretta l’occlusione rappresenta un importante compenso o adattamento alla postura nella sua complessità, visto che le articolazioni temporomandibolari, rappresentano l’ultimo piano articolare a partire dall’appoggio dei piedi.
E’ facile così comprendere che se una bocca funziona bene la sua salute è buona, così come è buona la salute dell’intero organismo.

Ma quando una bocca funziona bene?

Sicuramente il primo segno di un corretto funzionamento è una masticazione equilibrata.
Una bocca che mastica in tutti e due i lati in maniera alternata è una bocca che è in equilibrio funzionale.
Ma se una bocca mastica prevalentemente o solo da un lato, come si può parlare di salute?
Sappiamo che i muscoli sono catene muscolari che lavorano insieme e si oppongono le une alle altre per permetterci di deambulare e di essere in equilibrio.
Una funzione dominante da un lato (es. masticazione monolaterale) metterà al lavoro maggiormente la catena muscolare di quel lato. Questo crea delle tensioni e degli adattamenti che si leggono sul piano posturale con asimmetrie, torsioni e atteggiamenti viziati che con il tempo diventano patologie (es.scoliosi).
In genere l’organismo ha una grande capacità di adattamento a tutti gli insulti che vengono dall’esterno: ma prima o poi qualcuno pagherà il prezzo di questi insulti; a volte è la bocca che comincia ad ammalarsi a partire dalla carie arrivando alla distruzione del tessuto che sostiene il dente (parodonto), con mobilità per il trauma che ha subito (malattia parodontale); altre volte il prezzo viene pagato dai distretti extrastomatognatici (otiti, acufeni, mal di testa, dolori al distretto cervicale, mal di schiena, coliti, disturbi agli organi interni ecc).
L’approccio olistico in odontoiatria permette di osservare l’individuo dalla nascita alla vecchiaia. Con questo tipo di osservazione l’obiettivo da perseguire per la salute della bocca è l’equilibrio funzionale.
Nel neonato la suzione attraverso l’allattamento è la funzione primaria che permetterà alla mandibola di crescere, grazie all’azione di “spremitura” che il neonato fa per succhiare il latte dal seno materno-
L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale per la crescita dell’apparato.
Per questo è fondamentale nutrire il bambino con alimenti duri, integri, poveri di zucchero e il più naturali possibile.
Nel bambino piccolo con i denti da latte ancora presenti è già possibile osservare se ci sono disturbi funzionali che impediscono alla bocca di crescere in maniera corretta. E’ possibile fare delle previsioni di crescita e osservare se a livello posturale si presentano segni e vizi di adattamento.

La riabilitazione neuro occlusale

Grazie al Prof. Pedro Planas, padre della riabilitazione neuro occlusale, si sono capite le leggi di accrescimento della bocca nella sua complessità, considerandola un organo costituito da ossa, denti, muscoli, articolazioni, nervi, vasi sanguigni in collegamento continuo e costante con tutto l’organismo.
Quando mangiamo, deglutiamo, parliamo ecc la mandibola entra in contatto con il mascellare superiore passando per infinite posizioni nello spazio e cercando sempre la stabilità nel momento in cui i denti entrano in contatto tra loro (massima intercuspidazione)
Questa è una posizione posturale che viene memorizzata dal cervello come uno schema, mandando dei segnali di adattamento a tutto il resto del corpo.
Se questa posizione non è la posizione fisiologica ideale, il corpo viene sottoposto a stress e ad un maggior consumo di energia per l’adattamento che deve mettere in atto l’organismo sul piano posturale.
Con la riabilitazione neuro occlusale noi cambiamo questo schema sbagliato e introduciamo nell’organismo delle informazioni nuove attraverso dei dispositivi ortopedici mobili che modificano la posizione posturale della mandibola rispetto al mascellare superiore e quindi al cranio, alla colonna vertebrale, all’osso sacro, coinvolgendo cioè l’intero organismo fino all’appoggio dei piedi.
In questo modo otteniamo un equilibrio funzionale globale
Un equilibrio psico fisico globale che coinvolge nello stesso istante tutte le funzioni dell’organismo
La riabilitazione neuro occlusale ci permette di intervenire in maniera molto precoce, attraverso degli interventi semplici da realizzare nella bocca del piccolo paziente (piste dirette in composito, molaggi selettivi). Questo ci permette di orientare la crescita del cranio in maniera equilibrata e di impedire l’insorgere di disordini posturali che interferiscono con l’equilibrio psico-fisico del bambino.
In fase intermedia, quando cioè il paziente è in dentizione mista, in presenza di malocclusioni, abbiamo già dei difetti di sviluppo delle basi ossee. In questa fase si possono osservare i denti storti, anche se non sempre è così; a volte i genitori e i pediatri non si accorgono di problemi funzionali della bocca proprio perchè i denti sono dritti: in questi pazienti se si osserva la bocca nel suo funzionamento si rivelano disequilibri funzionali, asimmetrie delle basi ossee o difetti di accrescimento. che possiamo ritrovare come schema nell’atteggiamento posturale globale

Cranio disfunzionale

L’ortodonzia funzionale

In questa fase è necessario intervenire con dispositivi ortopedici mobili che simulano la funzione ideale carente e danno la corretta informazione per far crescere le basi ossee in maniera corretta nel rispetto della neurofisiologia dell’apparato stomatognatico.
Tutto questo rivoluziona l’ortodonzia classica: l’uso di “piastrine” per spostare i denti su delle basi ossee non sviluppate correttamente è solo un trauma per la bocca e per l’intero organismo visto nella sua globalità funzionale e posturale.
Non è la tecnica importante nella cura della malocclusione, ma l’obiettivo.
Se l’obiettivo è solo estetico e non si prende in considerazione l’equilibrio funzionale dell’apparato, creiamo un danno ai denti e a tutto l’organismo.
Se l’obiettivo è funzionale nel rispetto dell’equilibrio globale posturale, è d’obbligo ricorrere a dispositivi mobili che permettano alle ossa di crescere in maniera armonica e ai denti di trovare la loro naturale collocazione nel rispetto dei movimenti fluidi ed equilibrati per cui essi esistono.

Pazienti adulti

La riabilitazione neuro occlusale permette di poter lavorare anche sul paziente adulto che presenta delle lesioni strutturali in bocca e nel distretto extrastomatognatico accompagnate da sintomi di varia natura.
Anche in questo caso ci si avvale di dispositivi mobili
che lavorano sugli stessi principi funzionali e che mirano alla correzione strutturale delle basi ossee eliminando pertanto il sintomo presente

Protesi nel paziente adulto

Il motivo per cui il paziente ricorre a riabilitazioni odontoiatriche di tipo protesico è per la perdita di denti.
In genere si deve ricorrere all’estrazione dei denti per danni irreversibili della sostanza dentale, per carie trascurate o per danni al tessuto che li sostiene.
Nei casi in cui si riesce a salvare un dente distrutto si deve poi ricorrere ad una capsula per ricostruire la sostanza dentale persa.
Ma qualunque sia la scelta riabilitativa, (protesi fissa, implanto-protesi, protesi mobile ecc), il primo obiettivo è quello di capire la causa responsabile della perdita o distruzione dei denti.
In genere i denti si ammalano perchè esiste un trauma masticatorio che è la causa principale del danno che ne consegue.
Il paziente per “credo” comune è convinto che la perdita dei suoi denti è per cause “ereditarie”, per “sfortuna”, per “trascuratezza”! Il paziente non sa che non è mai stato informato del significato di “salute orale”!
E’ perciò fondamentale che il dentista nel progetto terapeutico di riabilitazione protesica riconosca la causa del problema funzionale.
E’ sbagliato riabilitare il paziente nella posizione occlusale abituale che è causa dell’alterazione.
Attraverso la riabilitazione neuro occlusale, il dentista può oggi riabilitare il paziente nella posizione occlusale ideale che permetterà alla bocca di funzionare e masticare correttamente.
Tutto questo a favore della salute dentale, articolare e posturale globale

Protesi nell’anziano

In una società che rincorre il mito della bellezza esteriore programmata al computer, il posto per gli anziani non c’è.
in odontoiatria le tecniche protesiche hanno perso di vista il concetto di funzione, in nome dell’imperativo che l’estetica ha imposto nel nostro modo di essere.
A parte i costi, che non per tutti sono accessibili, a volte le condizioni anatomiche della bocca e sistemiche generali non permettono di poter effettuare riabilitazioni implanto-protesiche in pazienti con mancanza totale dei denti.
In questo caso l’unica terapia possibile è quella della protesi mobile, la cosiddetta “dentiera”.
Si pensa alla “dentiera” in maniera negativa perchè non ci si può immaginare con dei denti completamente mobili e soprattutto si crede di masticare male
NOn è così!
Grazie ai principi della Riabilitazione Neuro Occlusale del Prof. Pedro Planas è possibile costruire protesi totali nel rispetto assoluto di tutto il sistema neuro fisiologico.
Attraverso delle tecniche complesse si arriva a costruire una bocca che funziona meglio di prima nel rispetto della postura, della masticazione e ovviamente dell’estetica.
In maniera semplice, non invasiva si dona al paziente un nuovo sorriso!

Il Byte

E’ di comune uso il byte, piccolo dispositivo che si interpone tra i denti e che viene fornito in genere per disturbi sintomatici nell’area cefalica, collo, schiena ecc. In questo caso può essere valido come ausilio diagnostico, ma non può rappresentare la soluzione terapeutica, anche perchè a lungo andare crea danni maggiori. Si ricorre ad esso come soluzione terapeutica quando è impossibile intervenire sulla dinamica di crescita, sapendo perciò di usarlo per sempre.

Odontoiatria e osteopatia

Avendo compreso il significato di unità dell’essere uomo, possiamo capire come sia nel bambino che nell’adulto, ogni intervento riabilitativo del cavo orale coinvolge organi e strutture vicine e lontane.
Se consideriamo inoltre l’impossibilità di definire correttamente l’origine del problema, ma siamo consapevoli del coinvolgimento globale dei vari distretti ed apparati è fondamentale l’intervento dell’osteopata.
Di fronte ad una malocclusione è importante comprendere che accanto all’alterazione funzionale presente in bocca, ci sarà un adattamento nei distretti exrastomatognatici, che è la risultante o la causa del problema che riscontriamo in bocca e viceversa.
Molto spesso si osserva in individui con posture mandibolari alterate, atteggiamenti scoliotici e posture viziate che possono diventare patologie strutturate. L’intervento osteopatico e odontoiatrico hanno come obiettivo comune la riabilitazione funzionale globale
L’odontoiatra lavora in bocca e quindi opera direttamente nel cranio. Qualunque intervento riabiliativo deve prendere in considerazione che la bocca non è separata dal cranio e che quindi esiste un collegamento che dal cranio attraverso la colonna vertebrale e la muscolatura arriva fino ai piedi, passando per tutte le strutture esistenti.

Odontoiatria e posturologia

Parliamo di postura mandibolo-cranio-cervicale, quindi consideriamo la bocca posturalmente connessa a tutto l’organismo.
Quando facciamo diagnosi di malocclusione non possiamo trascurare l’analisi posturale globale

Riflessioni

E’ logico che riuscire a capire l’origine del problema e correggerlo alla radice rappresenta la medicina ideale.
Se ci si aggiunge tutto il mondo impercettibile che distingue e diversifica un individuo dall’altro, si realizza una medicina umana.
L’obiettivo è liberare l’individuo dalla costrizione che lo imprigiona e gli impedisce di utilizzare il potenziale di autoguarigione già presente e soprattutto che lo liberi dagli schemi di una programazione sociale responsabile di messaggi “falsati” sul significato di salute.
Il medico deve saper interpretare il linguaggio della “malattia”, considerandola un “bene” attraverso il quale il paziente comunica qualcosa che va oltre il sintomo con cui si esprime.
Il mio augurio è che attraverso la corretta informazione il paziente diventi autonomo e libero di scegliere la medicina a lui più adatta.
Il medico deve essere una guida leggera e semplice per il paziente che chiede consigli e informazione in questo mondo medico complicato e oneroso.
Il medico deve amare il suo lavoro e deve amare il paziente cercando il suo bene, mettendosi in un piano di parità riconoscendo che la medicina è un incontro tra esseri umani.
Il medico deve capire come la “malattia” debba essere una guida per il “malato” e deve essere da guida per il “malato” attraverso la “malattia”, rendendolo indipendente con la diagnosi.
La diagnosi deve essere un’informazione che rende consapevole il paziente di scegliere la giusta medicina per curare la sua vita.

 

Dr.ssa Nadia Marrazzo