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	<title>Dott.ssa Nadia Marrazzo &#187; Makio180</title>
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	<description>Dott.ssa Nadia Marrazzo specialista in Odontoiatria Olistica, Protesi Dentaria e Agopuntura Energetica</description>
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		<title>Dottrina Omeopatica Costituzioni e Malocclusioni</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Makio180]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[lo studio delle costituzioni umane studia i caratteri morfologici, funzionali, intellettivi e psichici, appartenenti alla normalità in un momento in cui domina ancora lo stato fisiologico della salute La scuola costituzionalista italiana, sintetizza l’essere umano rapportandolo alla piramide pendiana e pone in ugual misura i sintomi relativi alle espressioni psichiche, intellettive, funzionali, morfologiche e la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>lo studio delle costituzioni umane studia i caratteri morfologici, funzionali, intellettivi e psichici, appartenenti alla normalità in un momento in cui domina ancora lo stato fisiologico della salute<br />
La scuola costituzionalista italiana, sintetizza l’essere umano rapportandolo alla piramide pendiana e pone in ugual misura i sintomi relativi alle espressioni psichiche, intellettive, funzionali, morfologiche e la base ereditaria<br />
Allo studio delle costituzioni la dottrina omeopatica ha contribuito con tre sue classificazioni, quella francese, quella italiana e quella di Bernard-Santini-Chiriacò<br />
Ogni costituzione è influenzata dalle quattro diatesi omeopatiche in proporzione diversa: psorica, sicotica, luesinica, tubercolinica<br />
Le diatesi rappresentano la tendenza ad ammalare che ha ogni costituzione e sono conseguenza del fattore ereditario ed ambientale</p>
<p><strong>La diatesi luesinica</strong> è caratterizzata da un alterato metabolismo del fluoro e dei suoi composti che induce nel biotipo alterazioni funzionali ed organiche<br />
Il fluoro agisce sul sistema nervoso centrale e periferico (malattie autoimmuni, sclerosi multipla, Sla, parkinson ecc)<br />
Sulle ossa (degenerazione, distruzione, osteiti, necrosi ecc)<br />
Sul tessuto elastico, sulla parete dei vasi sanguigni, sulla pelle<br />
Il luesinico fisicamente presenta testa grande e tronco piccolo<br />
La bocca presenta palato ogivale, dentatura non perfetta, malocclusioni per la presenza del mascellare superiore protruso e mandibola iposviluppata, denti accavallati, diastema tra gli incisivi, agenesia dentale, carie</p>
<p>Anche la <strong>diatesi tubercolinica</strong> dà un contributo peggiorativo da un punto di vista odontoiatrico alla costituzione che la presenta perché una delle sue caratteristiche è la demineralizzazione ed è predominante nelle costituzioni longilinee<br />
C’è una predominanza dei diametri longitudinali su quelli trasversi<br />
In effetti sono le diatesi che nella vita embrionale determinano la costituzione<br />
Lo studio delle costituzioni porta un contributo interessante in ambito odontoiatrico.<br />
La bocca ci dà indicazioni sulla costituzione del soggetto<br />
Il concetto di costituzione comprende, l’anatomia, la fisiologia, il neuroendocrinismo, lo psichismo<br />
La scienza delle costituzioni ha avuto un’evoluzione nel corso del tempo, dall’aspetto originario antropometrico statico, a quello dinamico correzionalistico<br />
Fin dall’antichità è stata sentita la necessità di riunire in gruppi i tipi umani in rapporto alle caratteristiche che li differenziavano fra loro, per meglio conoscerli nelle loro evoluzioni normali e nelle loro deviazioni<br />
Il concetto di costituzione lo si ritrova nelle considerazioni delle antiche scuole greche e italiche ancor prima di Pitagora per arrivare agli insegnamenti di Ippocrate<br />
Ippocrate , considerò l’uomo come parte indissolubile del cosmo e osservò la correlazione tra i quattro elementi fondamentali del macrocosmo, terra, acqua, aria, fuoco con i quattro elementi fondamentali nell’uomo, linfa, sangue, bile gialla e bile nera<br />
Questi elementi giustamente combinati, davano origine al perfetto temperamento individuale, mentre predominando uno sull’altro originavano quattro temperamenti: linfatico, sanguigno, bilioso (collerico), atra biliare (malinconico)</p>
<p>Il Segaud individuò quattro tipologie: digestivo, respiratorio, muscolare, cerebrale<br />
Digestivo: prevalenza nel viso del segmento inferiore e prevalenza addominale (trapezio a base inferiore)<br />
Respiratorio: prevalenza nel viso del segmento intermedio, prevalenza delle spalle (trapezio a base superiore)<br />
Muscolare: faccia armonica. Tronco armonico (quasi rettangolare)<br />
Cerebrale: faccia con segmento superiore più sviluppato</p>
<p>Nell’individuazione della tipologia dette grande attenzione al viso e al tronco<br />
Successivamente Allendy considerando caratteristiche morfo-funzionali quali tonicità e plasticità e in contrapposizione atonicità e aplasticità individuò quattro biotipi<br />
Atonico-plastico, tonico-plastico, atonico-aplastico, tonico-aplastico<br />
Atonico-plastico. (linfatico di Ippocrate e digestivo di Segaud) anabolismo, imbibizione, anemia, ipotensione, lentezza, apatia<br />
Tonico-plastico. (sanguigno di Ippocrate e respiratorio del Segaud) aumento globuli rossi, buona reattività, prontezza d’azione, impulsività<br />
Tonico-aplastico. (bilioso di Ippocrate e muscolare del Segaud) forte attività epatica, tendenza ipertensione, reattività vivace, energico, collerico<br />
Atonico-aplastico. (atrabiliare di Ippocrate e cerebrale del Segaud) diminuita attività circolatoria, respiratoria, digestiva e muscolare. Tendenza alla sclerosi</p>
<p>Con il De Giovanni (Italia 1838-1916) si pongono i fondamenti delle dottrina delle costituzioni sotto il profilo dell’orientamento patologico e con lui inizia una grande attenzione in Europa e in America a tale dottrina<br />
“lo studio delle costituzioni offre al clinico la possibilità di osservare il graduale passaggio del tipo umano equilibrato dallo stato di salute a quello di malattia, offre al clinico la possibilità di riconoscere le varie disposizioni ereditarie e costituzionali alle malattie e quindi di prevenire le malattie effettuando una terapia razionale orientata non sulla malattia ma sull’uomo inteso come terreno che tende ad ammalarsi” (Santini)</p>
<p>Si passa attraverso la medicina del Viola per arrivare alla biotipologia umana del Pende, che applicò alla tipologia umana l’endocrinologia<br />
Il pende rappresenta il biotipo come una piramide:<br />
profilo morfologico<br />
profilo funzionale<br />
profilo intelletivo<br />
profilo psichico<br />
base ereditaria</p>
<p>Il Pende distinse due tipi fondamentali morfologicamente considerati: il brevilineo e il longilineo, in relazione al loro aspetto dinamico-umorale, cioè al loro orientamento endocrino considerato variante normale della costituzione che può diventare patologico se non mantenuto in equilibrio<br />
Avremo così quattro biotipi con i relativi orientamenti endocrini:<br />
brevilineo astenico, brevilineo astenico, longilineo astenico, longilineo stenico<br />
Il profilo morfologico comprende la forma del viso, studio dei denti, sviluppo degli arti, tono muscolare<br />
Il profilo funzionale comprende energia funzionale, orientamento neurovegetativo, orientamento endocrino, diatesi morbosa dominante<br />
Il profilo intellettivo comprende: memoria, intelligenza, concentrazione mentale, intuizione, logica<br />
Il profilo psichico comprende sentimenti, affettività, emotività, volontà, rapporto con l’esterno</p>
<p>Il Martiny imposta una classificazione costituzionale da un punto di vista embriologico, tenendo conto dei quattro foglietti embrionali primordiali: endoblasta, mesoblasta, cordoblasta, ectoblasta</p>
<p>il biotipo secondo Martiny è determinato in base all’equilibrio fra i foglietti embrionali primitivi che si formano nelle prime tre settimane di vita intrauterina, subito dopo l’annidamento dell’uovo fecondato e lo sviluppo degli annessi embrionali<br />
i foglietti embrionali primitivi sono tre ectoderma, mesoderma, endoderma, ognuno dei quali dà origine ad un gruppo specifico di tessuti; la prevalenza di uno di questi foglietti nel periodo embrionale prelude ad una predominanza nel nascituro dei tessuti che da esso derivano<br />
biotipo endoblastico con eccedenza dell’endoblasta e normalità o deficienza del mesoblasta e sempre deficienza dell’ectoblasta<br />
biotipo mesoblastico con eccedenza del mesoblasta, normalità o deficienza dell’endoblasta e deficienza dell’ectoblasta<br />
biotipo ectoblastico con eccedenza dell’ectoblasta e deficienza del mesoblasta e dell’endoblasta<br />
biotipo cordoblastico con l’equilibrio dei tre foglietti</p>
<p>Ogni biotipo ha comportamenti biologici diversi perché dettati da un diverso patrimonio genetico: anche gli schemi di crescita craniofacciale cambiano di conseguenza</p>
<p>ENDOBLASTA mucose dell’apparato digerente (dalla faringe all’ano), fegato, pancreas, mucose dell’apparato respiratorio, tonsille e polmoni, timo, tiroide, paratiroide<br />
MESOBLASTA muscoli striati e lisci, scheletro e sistema osteo-articolare, cuore, tutti i vasi: arterie, vene, capillari, vasi linfatici. Sangue, reticolo endotelio, mesenchima, derma, reni, milza, pleura e peritoneo, corticossurrenale, gonadi, ipofisi anteriore<br />
ECTOBLASTA sistema nervoso centrale: cervello e midollo spinale. Sistema nervoso periferico, simpatico, epidermide, mammelle, epifisi, ipofisi anteriore, midollo surrenale</p>
<p>Allo studio delle costituzioni la dottrina omeopatica ha contribuito con tre sue classificazioni<br />
Quella francese (Nebel Vannier) basata sull’influenza esercitata dal dismetabolismo dei tre Sali di calcio per cui avremo tre biotipi<br />
Carbonico, Fosforico, Fluorico<br />
Quella italiana (Negro):<br />
Carbonico, Sulfurico, Fosforico, Fluorico<br />
Quella cui faremo riferimento (Bernard, Santini, Chiriacò)<br />
Carbonico, Sulfurico grasso, Sulfurico magro, fosforico</p>
<p>Ogni costituzione è influenzata dalle quattro diatesi omeopatiche in proporzioni diversa (le prime tre individuate da Hahnemann, la quarta da Vannier)<br />
Brevilineo astenico, endoblastico, carbonico, psorico-sicotico-tubercolinico, digestivo<br />
Brevilineo stenico, mesoblastico, sulfurico grasso, psorico-fluorico, respiratorio<br />
Longilineo stenico, cordoblastico, muriatico, psorico-tubercolinico, muscolare<br />
Longilineo astenico, ectoblasta, fosforico, tubercolinico, cerebrale</p>
<p>La medicina delle costituzioni permette di conoscere la diversità biotipologica, elemento importante di diagnosi in medicina<br />
In odontoiatria conoscere il biotipo è fondamentale al fine di diagnosticare e prevedere l’instaurarsi di un’atrofia funzionale e di selezionare la cura da applicare<br />
I biotipi sono caratterizzati da una specifica individualità tipica del biotipo di appartenenza che comporta in ognuno risposte diverse nonostante la causa perturbatrice può essere la stessa<br />
Allo stesso modo la mancanza di funzione provoca differenti lesioni a seconda del biotipo su cui si rileva e gli individui rispondono diversamente ai trattamenti loro applicati in funzione del loro biotipo ed esiste per ogni individuo un’espressione fenotipica personale (tratti somatici, caratteri biologici, reattività individuale agli stimoli funzionali ecc)<br />
Sono tanti i fattori che concorrono a disegnare i tratti somatici e psicologici che ci consentono di stabilire il biotipo di appartenenza, così come sono tante le scuole che si sono cimentate in classificazioni biotipologiche</p>
<h3>CRESCITA CRANIOFACCIALE E BIOTIPOLOGIA</h3>
<p>Ogni biotipo ha peculiari caratteristiche di crescita craniofacciale, ed esprime la tendenza genetica verso un tipo particolare di malocclusione, mentre la funzione masticatoria se eseguita in maniera corretta rappresenta lo stimolo paratipico utile per orientare lo sviluppo dell’apparato stomatognatico di ciascun biotipo verso un’espressione fenotipica sana, capace di conferire all’organo della masticazione un buon equilibrio conforme al biotipo stesso, nella statica e nella dinamica della funzione<br />
Se però la penetranza genetica relativa al biotipo è molto forte, può capitare che la funzione non riesca comunque a ristabilire un equilibrio nel rapporto morfofunzionale tra le basi ossee<br />
Se la funzione masticatoria, a causa dell’alimentazione moderna, non è praticata in modo sufficientemente stimolante sulla quota crescita craniofacciale funzione-dipendente, ciascun individuo potrà esprimere il fenotipo che rispecchia la malocclusione caratteristica del biotipo di appartenenza<br />
La malocclusione caratteristica di ciascun biotipo si manifesta in modo tanto più grave quanto minore è l’intensità delle sollecitazioni funzionali nel periodo dello sviluppo</p>
<h3>ATTRIBUZIONE BIOTIPOLOGICA</h3>
<p>Una grossa quota di crescita mandibolare è sotto il controllo della funzione, mentre il mascellare superiore, meno sensibile della mandibola agli stimoli funzionali ed ormonali, si sviluppa prevalentemente come epifenomeno della crescita della base cranica, espressione massima del biotipo dell’individuo e ne riproduce le forme lasciando intuire il biotipo stesso</p>
<p>CORDOBLASTA palato i cui diametri sono ben proporzionati e regolari come nel mesotipo mesocefalo mesodivergente. I valori dell’angolo intermascellare corrispondono ai valori medi riscontrati nella popolazione. Il cranio è ben sviluppato in tutti i diametri e presenta solitamente forma mesocefala o dolicocefala e di rado anche brachicefala. La fronte è alta e prominente, viso ben modellato e rettangolare, naso rettilineo o protuberante sviluppato in longitudine, il mento è naturalmente prominente. Le tre regioni del viso, occhi, naso e bocca, sono uguali. Questa stessa armonia si trova nella dentatura. I denti sono solidi, i canini sono normali e gli incisivi presentano i contorni latero-verticali dritti e paralleli. L’equilibrio del viso indica la coordinazione dei tre foglietti embrionali<br />
Il biotipo cordoblastico rappresenta l’equilibrio perfetto dello sviluppo dei tre foglietti e degli organi derivati da questi. Lo si potrebbe denominare biotipo fisiologico. Sono individui longilinei e cranio dolicocefalo, sono dotati di forte energia vitale e sono autoritari. Hanno una forte e controllata sessualità, prendono decisioni rapidamente e si adattano con facilità a tutti i lavori fisici che intellettuali<br />
E’ il longilineo stenico del Pende e possiede una fase stenica di lunghissima durata perché elimina perfettamente le scorie del ricambio e si difende ottimamente di fronte alle aggressioni morbose<br />
Presenta scarsa patologia e quella poca sempre a carico dell’emuntorio naturale rappresentata dalla cute. Si accosta al tipo ideale, al tipo equilibrato e armonioso<br />
È alto slanciato e di aspetto estetico armonioso per la buona proporzione tra i diametri longitudinali e quelli trasversi<br />
Il rapporto tra le forze in gioco nella deglutizione e l’equilibrio tra sensibilità della cartilagine secondaria agli ormoni e la loro quantità in circolo, esprime la tipologia ben proporzionata del mesocefalo mesotipo mesodivergente con forma del viso solitamente rettangolare<br />
Le basi ossee dell’apparato stomatognatico sono ben proporzionate e contrariamente agli altri biotipi tende alla prima classe scheletrica e dentale<br />
Per le sue caratteristiche biotipologiche il cordoblasta è naturalmente predisposto ad una crescita mandibolare bilanciata, per cui in presenza di sollecitazioni funzionali e/o parafunzionali corrette , realizza facilmente l’armonia estetica e funzionale<br />
Può essere presente per una funzione masticatoria blanda un’insufficiente crescita mandibolare con la presenza di una malocclusione di 2° classe scheletrica e dentale con angolo intermascellare mesoiperdivergente<br />
I bambini cordoblasti praticano spesso un bruxismo funzionale notturno abbastanza intenso, con l’evidente scopo di ovviare alla carenza funzionale con un supplemento di parafunzione, e dare così uno stimolo alla crescita funzione dipendente che consenta all’apparato stomatognatico di raggiungere un rapporto occlusale di 1° classe scheletrica e dentale<br />
Un eccesso dell’attività dei MPE può condurre questi pazienti ad una 3° classe scheletrica e dentale, mantendendo valori dell’angolo intermascellari compatibili con il biotipo<br />
ECTOBLASTA palato in cui prevale il diametro anteroposteriore su quello trasverso come nel dolicocefalo iperdivergente con valori dell’angolo intermascellare superiori rispetto ai valori medi riscontrati nella popolazione. Il cranio è in prevalenza dolicocefalo e in alcuni casi si presenta appiattito notevolmente nelle regioni temporali e parietali. Il viso è angoloso e poco sviluppato sia di profilo che di fronte. Il palato è ogivale e la mandibola retrognatica. I denti in prevalenza sono stretti, bianchi o macchiati. I molari hanno diametro ridotto, gli incisivi sono trapezoidali con la superficie masticatoria più larga. I canini sono smussati.<br />
Il biotipo ectoblastico si caratterizza per lo sviluppo delle derivazioni ectodermiche: epidermide cutanea, sistema nervoso centrale e periferico, sistema simpatico, epifisi, ipofisi posteriore e parte midollare del surrene.<br />
I soggetti ectoblastici presentano insufficiente sviluppo dell’apparato masticatorio, muscolare e scheletrico e difficoltà digestiva<br />
Presentano il cranio di forma dolicocefala<br />
Possono essere presenti anomalie dello scheletro (cifosi o scoliosi)<br />
Si caratterizzano per palati ogivali, per le posizioni distali mandibolari, per il mento poco sviluppato e per l’insufficienza respiratoria nasale<br />
La mancanza di sviluppo causa gravi affollamenti, endognazie e posizionamenti distali mandibolari con morso profondo. I denti non presentano abrasioni cuspidali per atonia muscolare che impedisce la naturale abrasione<br />
È il longilineo astenico del Pende o fosforico, dove la fase stenica è di breve durata, ma più lunga di quella dell’endoblasta. Questo è dovuto all’ipertiroidismo e all’ipersimpaticotonismo che se in un primo tempo sostiene il biotipo, poi lo disidrata velocemente, lo consuma, lo demineralizza e lo conduce alla fase astenica<br />
Questi individui longilinei e dotati di scarsa forza muscolare si presentano con i tratti somatici del dolicocefalo, con i diametri anteroposteriori che prevalgono su quelli trasversi<br />
Il profilo è affilato e convesso a causa della mandibola piccola e dell’angolo goniaco che tende ad aprirsi è accompagnato da un’iperdivergenza intermascellare con open bite scheletrico<br />
Per la prevalenza delle forze interne al cavo orale su quelle esterne si ha tendenza all’estrusione di molari e premolari, favorendo l’instaurarsi di un morso aperto con open bite dentale<br />
La crescita è in posterotazione, il piano occlusale è posteruotato, mentre il piano bispinale è anteruotato<br />
In questo biotipo le strutture mandibolari deputate alla crescita intramembranosa di tipo mantellare sono poco sensibili alle sollecitazioni ormonali, per cui la mandibola resta piccola. I condili sensibili più alle sollecitazioni dei MPE che agli ormoni promuovono una crescita in posterotazione<br />
Nella mandibola che posteruota il tasso di formazione di osso alveolare che è ridotto rispetto a quello della mandibola che anteruota è molto maggiore sul lato distale dei denti, mentre il tasso di riassorbimento è maggiore sul versante mesiale. Questo significa che durante la crescita i denti della mandibola che posteruota subiscono una mesializzazione fisiologica. Anche per questo la catena muscolare orizzontale di questi individui particolarmente debole, lascia prevalere la forza proinclinante della lingua sugli incisivi, favorendo l’instaurarsi di una proinclinazione<br />
L’ectoblasta ha un’organizzazione neuromuscolare che porta all’iperdivergenza facendo maturare una malocclusione di 2° classe 1° divisione<br />
Se in questo biotipo lo sviluppo dell’apparato stomatognatico avviene in presenza di una funzione masticatoria di tipo selvaggio con cibi duri, fibrosi ed usuranti è possibile assistere ad uno sviluppo della mandibola sufficiente a recuperare l’endognazia presente alla nascita. In questo modo la mandibola raggiunge il mascellare superiore e poi lavorandoci sopra lo modella e lo adatta alla funzione fino ad arrivare ad un rapporto maxillomandibolare di 1° classe scheletrica e dentale ma sempre con l’iperdivergenza caratteristica del biotipo<br />
ENDOBLASTA palato ampio, di dimensioni superiori alla media, solitamente associato a malposizioni dentarie e/o diastemi distribuiti in modo non uniforme, indipendentemente dal rapporto tra diametro anteroposteriore e diametro trasverso. Presentano valori dell’angolo intermascellare abbastanza variabili, sono mediamente mesoipodivergenti, ma non è una regola fissa<br />
Può essere presente open byte scheletrico o deep byte dentale<br />
La fronte è rotonda e bassa, il cranio è brachicefalo o raramente mesocefalo e dolicocefalo.<br />
Nasconde sotto il grasso uno scheletro poco sviluppato per la mancanza di mesoblasto<br />
Il naso è rotondo e il viso è concavo o piatto, le labbra sono larghe e morbide<br />
La mandibola è larga molto sviluppata, il mento è rotondo e largo. Corrisponde allo sviluppo dello stomaco ed è segno di predominio boccale e digestivo<br />
I denti sono abbastanza bianchi, i molari sono larghi, gli incisivi sono corti con i bordi latero-vestibolari leggermente convessi, i canini sono poco pronunciati. La testa sembra pendere in avanti e si allarga alla base, il collo è largo e corto, la nuca sporgente<br />
Dall’endoblasto derivano le mucose secretrici del tubo digerente e i suoi annessi: fegato pancreas, timo, tiroidi e paratiroidi<br />
I soggetti endoblastici hanno una masticazione di tipo erbivoro<br />
Sono in genere individui corpulenti atoni e obesi. Hanno una notevole capacità digestiva<br />
È il brevilineo astenico del Pende o il carbonici che denuncia precocemente un orientamento patologico in quanto la sua fase stenica è di breve durata e quasi insignificante. In maniera piuttosto rapida il biotipo diventa astenico, depresso e appaiono le manifestazioni patologiche dovute all’incapacità di annullare i prodotti del ricambio dovuto anche all’azione della diatesi sicotica<br />
Atonici tondeggianti e corpulenti, tendenti all’obeso già in età puberale, di statura variabile, sono caratterizzati da una certa lentezza dei movimenti e da debolezza muscolare<br />
Possiedono grande capacità digestiva, con iperfunzione masticatoria di tipo erbivoro<br />
Apparentemente brachicefali per l’abbondanza di tessuti molli che mascherano le reali dimensioni delle basi ossee dell’apparato stomatognatico, tendono ad avere un angolo intermascellare mesoiperdivergente<br />
Presentano una grande ampiezza del mascellare superiore, con base molto sviluppata e forma arrotondata, spesso associato ad una mandibola grossa, ma con tendenza ad un rapporto di 2° classe scheletrica e dentale<br />
Spesso i pazienti endoblastici presentano incongruenze occlusali quali incroci, brodie, denti ruotati, come se i singoli denti e/o le arcate dentali mancassero dei fini meccanismi che regolano i movimenti dentali ed occlusali che portano al raggiungimento di un rapporto interarcata in massima intercuspidazione stabile<br />
MESOBLASTA palato con diametro trasverso prevalente su quello anteroposteriore, caratteristico del brachicefalo ipodivergente con valori dell’angolo intermascellare inferiori rispetto ai valori medi riscontrati nella popolazione<br />
Il cranio è ben sviluppato in tutti i diametri ma l’altezza domina sulla larghezza, le forme brachicefale e mesocefale sono le più comuni<br />
Il naso è prominente generalmente convesso e voluminoso<br />
Il mento è a forma di zoccolo, i denti sono più grandi e meno bianchi che nel tipo endoblastico, i molari sono larghi, gli incisivi sono romboidali e i canini robusti e appuntiti<br />
Lo sviluppo della parte centrale del viso corrisponde allo sviluppo del torace ed è segno di predominio respiratorio<br />
In questo tipo prevale lo sviluppo dei tessuti che derivano dal foglietto mesoblastico: muscoli rossi, scheletro, cuore, vasi, sangue, reni, corteccia surrenale e gonadi<br />
Le basi apicali dei mascellari sono ben sviluppate, in questo biotipo l’iposviluppo determina casi di morso coperto degli incisivi e di rado di endognazie con protrusione incisiva<br />
Presentano denti con cuspidi abrase per la loro potenza muscolare<br />
Ma se questa potenza muscolare non viene utilizzata come previsto dalla natura, la mancanza di sviluppo causata dall’alimentazione moderna provocherà nell’età adulta lesioni parodontali per l’eccessiva intercuspidazione dentale<br />
Questi individui nei quali prevale la componente meosblastica sono dotati di una grande forza muscolare e di straordinaria resistenza, si presentano con i tratti somatici del brachicefalo, caratterizzato dalla prevalenza dei diametri trasversi su quelli anteroposteriori<br />
Le basi ossee dell’apparato stomatognatico sono larghe, l’angolo goniaco tende a chiudersi. Per la prevalenza delle forze esterne al cavo orale su quelle interne, rappresentate dalla spinta centrifuga della lingua e dalla forza di eruzione dei denti si ha una tendenza all’intrusione dei molari e premolari, favorendo l’instaurarsi di un morso profondo, deep bite dentale<br />
La crescita della mandibola è in anterotazione, il piano occlusale è anch’esso in anterotazione, mentre il piano bispinale è posteruotato<br />
La mandibola del mesoblasta è particolarmente sensibile all’ormone somatotropo, alla tiroxina e al testosterone, quest’ultimo per altro ben presente, visto che la sua produzione avviene ad opera di gonadi e di surrene, organi che derivano dal foglietto mesoblastico<br />
Questi ormoni sono particolarmente attivi a livello delle aree di crescita mandibolare in cui persiste la cartilagine secondaria anche ad ossificazione avvenuta e cioè nel condilo, a livello delle inserzioni muscolari, in particolare del processo coronoide ed infine nell’angolo goniaco<br />
Il turnover della mandibola superiore a quello degli altri biotipi è caratterizzato da un tasso di formazione di osso alveolare maggiore sul lato mesiale dei denti, mentre il tasso di riassorbimento è maggiore sul lato distale. Per questo motivo i denti tendono a distalizzare<br />
I denti del mesoblasta hanno una naturale tendenza alla distalizzazione, l’azione della loro catena muscolare orizzontale è particolarmente forte, superiore alla forza proinclinante della lingua sugli incisivi superiori e inferiori, si ha per questi motivi una complessiva tendenza alla biretrusione. In questo caso un trattamento ortodontico con estrazioni può peggiorare la funzione e l’estetica<br />
La malocclusione prevalente in questo biotipo è la 2° classe 2° divisione<br />
I mesoblastici sono biotipi positivi, rispondono in maniera eclatante agli stimoli funzionali somministrati in terapia ortodontica</p>
<h3>ATTRIBUZIONE BIOTIPOLOGICA</h3>
<p>In base all’ampiezza dell’angolo intermascellare, si può stabilire la rotazione di crescita mandibolare che è una caratteristica peculiare di ciascun biotipo puro<br />
La rotazione di crescita mandibolare, nel periodo dello sviluppo, può crescere ruotando in senso antirorario ed in questo caso si parla di crescita in anterotazione, tipica del mesoblasta; può crescere ruotando in senso antiorario e allora si parla di crescita in posterotazione, tipica dell’ectoblasta, oppure può avere una rotazione di crescita bilanciata in basso e in avanti come avviene nel cordoblasta</p>
<h3>RACCORDO MORFOFUNZIONALE DELLE BASI OSSEE</h3>
<p>Alla nascita il neonato è endognatico, qualunque sia il biotipo di appartenenza, poiché la quota di crescita sotto il controllo della funzione è per la mandibola maggiore di quella del mascellare.<br />
Se l’intensità degli stimoli funzionali nel periodo dello sviluppo non è adeguata, l’individuo resta con la mandibola più piccola ed in posizione tanto più arretrata rispetto al mascellare superiore<br />
Lo stimolo funzionale è rappresentato dalla suzione che si verifica durante l’allattamento al seno e dopo lo svezzamento dall’alimentazione che tanto più è morbida e raffinata, quanto più la crescita della mandibola è ostacolata<br />
In seguito allo studio del rapporto anteroposteriore della mandibola rispetto al mascellare superiore, le numerose scuole di ortodonzia hanno messo a punto sistemi di analisi cefalometrica che hanno consentito di stabilire tre rapporti basali dove quello di 1° classe scheletrica vede la mandibola in una posizione ideale per maturare una corretta chiusura dei circuiti propriocettivi; la 2° classe scheletrica vede una mandibola non cresciuta quanto basta per avere un buon rapporto morfofunzionale con il mascellare superiore; la 3° classe scheletrica vede una mandibola cresciuta oltre il limite richiesto per raccordarsi al mascellare superiori e questo in genere è legato prevaletemente a cause genetiche, ormonali o difetti funzionali respiratori che impediscono alle vie aeree superiori di svolgere correttamente la funzione respiratoria<br />
Poiché l’osservazione clinica ha messo in evidenza che l’organo della masticazione raggiunge il miglior rapporto tra forma e funzione negli individui in prima classe scheletrica e dentale, nella concezione classica dell’ortodonzia, questa condizione è sempre stata considerata come l’unico obiettivo da perseguire per ottenere un risultato terapeutico ottimale<br />
Spesso il conseguimento di tale risultato viene ottenuto senza tenere conto della biotipologia e quindi della costituzione del soggetto. Sappiamo come lo studio delle costituzioni ci dà degli strumenti preziosi per comprendere quali sono le condizioni che determinano lo stato di salute e quali incidono sulla facilità allo stabilirsi di perturbazioni che possono perturbare la crescita<br />
Ottenere ad esempio una prima classe scheletrica e dentale ad ogni costo, ricorrendo a sistemi meccanici, ad estrazioni e dentali, trazioni extra-orali, può creare seri problemi allo stato di salute<br />
Si raggiunge con questi sistemi un rapporto di prima classe scheletrica artificiale, sganciati funzionalmente dalla postura naturale dei muscoli della masticazione e dalla relazione articolare, creando un rapporto di intercuspidazione non in sintonia con la postura muscolare<br />
È chiaro che la conoscenza della biotipologia costituzionale permette di comprendere che rapporti di 2° o 3° classe in pazienti costituzionalmente in equilibrio, anche il rapporto mandibolare può essere in equilibrio perché rientra nel biotipo di appartenenza nel suo stato di fisiologia<br />
Questo perché la malocclusione è dovuta all’espressione fenotipica di un biotipo non corretto dalla funzione, in questo caso l’intervento terapeutico consiste nell’indurre la guarigione interrompendo la tendenza verso le alterazioni anatomofunzionali dovute al prevalere del biotipo stesso.. lo scopo è quello di riequilibrare il sisitema neuromuscolare, somministrando delle sollecitazioni funzionali che compensano la carenza di funzione<br />
È ovvio che non può esistere una classificazione statica delle malocclusioni, ma esisteranno malocclusioni individuali, legate cioè alla modalità biotipologica di appartenenza, dove le variabili costituzionali e diatesiche possono essere aggravanti tali da rendere necessaria una terapia individuale<br />
La deglutizione è il momento funzionale responsabile del rapporto angolare craniomandibolare; questo è il momento funzionale in cui si confrontano fin dalla decima settimana di vita intrauterina, le forze muscolari esterne al cavo orale con quelle interne, rappresentate in un primo tempo dalla spinta centrifuga della lingua ed in seguito anche dalla forza di eruzione dei denti<br />
Dal rapporto tra le forze sterne al cavo orale e quelle interne dipende il valore dell’angolo intermascellare che utilizziamo come metro di valutazione del biotipo<br />
La rosa dei venti di Sassouni riassume tutte le combinazioni possibili dei rapporti anteroposteriori ed angolari tra mandibola e mascellare superiore realizzabile sul piano sagittale mediano ediagnosticabili su teleradiografia laterolaterale<br />
Dalla rosa dei venti possiamo per esempio osservare come intorno al mesotipo mesodivergente in 1° classe scheletrica e dentale, troviamo tutte le variabili in relazione alla predominanza biotipologica con tutti i gradi di patologia. Soltanto riconoscendo la biotipologia possiamo stabilire il nostro progetto terapeutico prevedendo la risposta allo stimolo se essa sarà o meno favorevole<br />
È importante contemplare nella nostra classificazione biotipologica i biotipi negativi, i quali indipendentemente dalla divergenza e dalla classe scheletrica si presentano ipotonici epoco responsivi a quei trattamenti che richiedono una partecipazione dell’attività neuromuscolare del paziente.<br />
La dottrina omeopatica e lo studio delle costituzioni ci permettono di comprendere quali siano le condizioni morbose che incidono su tale negatività di risposta. Sappiamo che gli astenici se presentano la predominanza di diatesi che incidono sull’assetto scheletrico e muscolare, come ad esempio la luesinica e tubercolinica. Le due costituzioni asteniche sono la fosforica e la muriatica<br />
Chi non ha conoscenza della medicina delle costituzioni può trovare serie difficoltà diagnostiche di fronte ai soggetti ad esempio ipodivergenti che per i loro lineamenti e per la loro ipodivergenza possono confondersi con i mesoblastici. Invece appartengono alla biotipologia endo o ecto che se aggravate dalle componenti diatesiche diventano difficili da guidare verso una correzione funzionale<br />
È necessario fare un esame obiettivo per valutare i caratteri morfologici e stabilire la rotazione di crescita mandibolare, per collocare il nostro paziente nella rosa dei venti per poi tracciare una previsione di crescita verso la guarigione clinica.<br />
Lo studio delle costituzioni umane e la dottrina omeopatica portano un contributo importante per definire gli altri importanti aspetti dell’individuo nella sua complessità e globalità</p>
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		<title>RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE SULLA SALUTE DELLA BOCCA E DEI DENTI DEL BAMBINO</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Makio180]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALIMENTAZIONE SANA VUOL DIRE NUTRIZIONE CELLULARE SANA L’obiettivo di una sana alimentazione è quello di fornire i giusti nutrienti che contribuiranno ad una corretta nutrizione cellulare base fondamentale per il corretto sviluppo e crescita del bambino a partire dalle importantissime iniziali fasi embriologiche già nei primi giorni che seguono il concepimento FASI EMBRIONALI DELLA FROMAZIONE [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>ALIMENTAZIONE SANA VUOL DIRE NUTRIZIONE CELLULARE SANA</h3>
<p>L’obiettivo di una sana alimentazione è quello di fornire i giusti nutrienti che contribuiranno ad una corretta nutrizione cellulare base fondamentale per il corretto sviluppo e crescita del bambino a partire dalle importantissime iniziali fasi embriologiche già nei primi giorni che seguono il concepimento</p>
<h3>FASI EMBRIONALI DELLA FROMAZIONE DELLA BOCCA E DEI DENTI</h3>
<p>Già alla quinta settimana di vita intrauterina si forma lo stomodeo la futura cavità orale<br />
Gli elementi dentali iniziano a formarsi dopo solo un mese di vita embrionale, con lo sviluppo dei denti permanenti alla diciassettesima settimana di vita intrauterina<br />
La corona dentale è completata tra il terzo e il quinto mese di vita intrauterina, mentre la calcificazione inizia al primo anno di vita e dura circa un anno</p>
<h3>DEGLUTIZIONE E SUZIONE GIA’ PRESENTI NEL PERIODO FETALE</h3>
<p>La deglutizione comincerebbe intorno alla decima settimana e la formazione delle Articolazioni Temporo Mandibolari termina verso la diciassettesima settimana quando le funzioni di deglutizione e suzione sono complete ed evidenti.<br />
L’esordio della deglutizione e della suzione all’inizio del periodo fetale è fondamentale per lo sviluppo dell’apparato stomatognatico: senza il contributo di questi due atti funzionali, il suo sviluppo non può essere regolare</p>
<h3>STIMOLI ORMONALI E STIMOLI BIOMECCANICI LOCALI</h3>
<p>Sappiamo bene che alla nascita il cranio del bambino si presenta sproporzionato proprio perché lo splancnocranio, ossia la parte inferiore corrispondente alla bocca, alle ossa mascellari e mandibolari e alle Articolazioni Temporo Mandibolari crescerà oltre che sotto gli stimoli ormonali anche per stimoli funzionali<br />
Gli ormoni sono indispensabili allo sviluppo generale degli esseri viventi, promuovendo la crescita e la regolazione degli organi ai quali sono deputati<br />
L’organo della masticazione dell’uomo affida la sua crescita alla cartilagine secondaria le cui cellule sono sensibili oltre che agli stimoli ormonali anche agli stimoli biomeccanici locali<br />
L’organo della masticazione ha una strategia di crescita che per essere realizzata in modo corretto necessita di una condizione endocrina nel range fisiologico e di stimoli funzionali locali costanti fin dal periodo fetale. Dalla decima settimana di vita intrauterina questi stimoli funzionali sono dati dalla deglutizione e dalla suzione. Dopo la nascita si passa all’allattamento al seno e dopo ancora, con la comparsa dei dentini da latte, alla masticazione, tutte funzioni un tempo indispensabili per la sopravvivenza<br />
Quest’azione combinata tra stimoli generali e locali è al riparo da interferenze solo nel grembo materno. Dopo la nascita, infatti il biberon prima e l’alimentazione non naturale poi, fanno mancare all’organo della masticazione gli stimoli biomeccanici locali necessari per uno sviluppo equilibrato<br />
La sensibilità di questo apparato agli stimoli funzionali è sempre alta in tutto il periodo della crescita, è massima nel periodo del cambio dei denti, ma si mantiene anche a fine crescita<br />
L’obiettivo della crescita è quello di garantire al sistema stomatognatico il massimo effetto triturante in masticazione e la massima stabilizzazione della mandibola in deglutizione<br />
Pertanto la maturazione dell’organo della masticazione affidata nel periodo fetale agli stimoli funzionali della suzione e della deglutizione procede regolarmente fino alla nascita</p>
<h3>IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO AL SENO</h3>
<p>Alla nascita è l’allattamento al seno, con il movimento funzionale di va e vieni dell’unità funzionale lingua mandibola che assume il ruolo di principale promotore della crescita mandibolare<br />
Quando l’allattamento è sostituito precocemente dal biberon, lo stimolo funzionale risulta inadeguato al corretto sviluppo<br />
La tettarella del biberon, tanto grossa da costringere la lingua in posizione arretrata ed immobile e con essa anche la mandibola, fa mancare all’apparato stomatognatico la funzione della suzione. In questo modo la mandibola cresce principalmente per gli stimoli generali promossi dagli ormoni ma perde la quota di crescita suppletiva sotto il controllo delle sollecitazioni funzionali<br />
La spremitura del capezzolo ed il successivo vuoto che la lingua crea nella cavità orale, portano anche in questo distretto ad un alternarsi di valori pressori che si trasmettono alla sutura mascellare, alla sutura mandibolare ed al loro periostio, promuovendo così la corretta ed armonica crescita ossea<br />
Se consideriamo che la sutura mascellare si salda alla fine del primo anno di vita comprendiamo l’importanza fondamentale del sostegno della crescita mandibolare funzione dipendente in questo periodo</p>
<h3>IMPORTANZA DI UNA CORRETTA RESPIRAZIONE</h3>
<p>Il passaggio di aria nelle cavità nasali, in contemporanea con la suzione sincronizza stimoli di crescita sul mascellare superiore<br />
Nei periodi di riposo dalla suzione, lo stimolo di crescita esercitato dalla respirazione sulle cavità nasali è controbilanciato dal rapporto interarcata e dall’effetto pressorio che la lingua esercita sul mascellare superiore durante gli atti della deglutizione che si ripetono sia di giorno che di notte con una frequenza media di un atto ogni due minuti. Con la comparsa dei denti da latte l’engramma cerebrale della suzione è sostituito da quello della masticazione<br />
Le otiti frequenti nel bambino, l’accumulo di muco nelle vie aeree superiori, la mancanza degli stimoli funzionali dati dall’allattamento e dalla giusta alimentazione con la comparsa dei primi dentini presuppongono una cattiva respirazione con conseguente atrofia delle vie aeree nasali e l’instaurarsi di una deglutiziona atipica dove la lingua anziché deglutire sul palato e contribuire al suo modellamento rimane bassa nella mandibola a causa della respirazione orale<br />
È chiaro che l’odontoiatra in grado di fare un’analisi funzionale di questo tipo, ha la capacità di ripercorrere tutte le tappe fisiologiche della crescita, individuando gli stimoli carenti per ripristinarli con le giuste terapie funzionali educative ed alimentari indispensabili ad una crescita corretta</p>
<h3>LA RIABILITAZIONE NEURO OCCLUSALE</h3>
<p>La Riabilitazione Neuro OcClusale del Prof. Pedro Planas è la parte della medicina stomatognatica che studia l’eziologia e la genesi delle alterazioni funzionali e morfologiche dell’apparato stomatognatico. Ha per obiettivo ricercare le cause di dette alterazioni, eliminarle e se possibile riabilitare l’organo della masticazione o diminuire la gravità delle lesioni quanto prima se necessario anche dalla nascita. Gli interventi non devono assolutamente danneggiare i tessuti del sistema</p>
<h3>ROGRAMMA DI CRESCITA FACCIALE</h3>
<p>Il programma di crescita craniofacciale, alla nascita prevede che la mandibola stimolata dalla suzione cresca rapidamente per raggiungere il mascellare superiore e poi insieme cresceranno per realizzare una corretta relazione morfofunzionale con il neurocranio<br />
La crescita facciale sarà adeguata alle esigenze se gli stimoli funzionali, rappresentati da respirazione, suzione, masticazione e deglutizione si realizzeranno in maniera appropriata<br />
La forte discrepanza tra mascellare superiore e mandibola alla nascita è dovuta al fatto che il mascellare superiore nel periodo fetale si sviluppa soprattutto come epifenomeno della crescita del cervello e dunque delle ossa del cranio e solo in piccola parte per lo stimolo funzionale dato dalla deglutizione e dal succhiamento del dito che iniziano intorno al terzo mese di vita intrauterina<br />
Anche dopo la nascita il mascellare superiore continua a crescere ma come epifenomeno della crescita cerebrale<br />
Alla nascita il volume del cervello è un quarto di quello dell’adulto, ma soprattutto nei primi sei mesi, il cervello del bambino continua a svilupparsi a ritmo fetale come fosse ancora nel grembo materno<br />
La mandibola a sua volta è rimasta indietro rispetto al mascellare e non può crescere come epifenomeno della crescita degli altri organi. Per questo madre natura ha legato gran parte della sua crescita alla funzione, un tempo indispensabile per la sopravvivenza. L’allattamento al seno consente di portare avanti la crescita mandibolare in modo rapido secondo i programmi di sviluppo fino a consentirle di raggiungere il mascellare nel periodo in cui iniziano a comparire in bocca i denti da latte<br />
Con la comparsa dei denti l’engramma della suzione è sostituito da quello della masticazione che consente alla mandibola di stare al passo con il mascellare che intanto continua a crescere seguendo le ossa del cranio</p>
<h3>I DANNI DELL’ALLATTAMENTO ARTIFICIALE SULLA CRESCITA FACCIALE</h3>
<p>È ovvio che l’allattamento artificiale impedendo il movimento anteroposteriore dell’unità funzionale lingua mandibola, oltre a far mancare lo stimolo per la crescita delle basi ossee e della mandibola in particolare, determina uno sviluppo delle eminenze articolari in posizione arretrata<br />
Per questo motivo la mandibola oltre ad essere più piccola assume una posizione arretrata rispetto al mascellare superiore predisponendo ulteriormente l’individuo ad una malocclusione scheletrica che sarà ovviamente anche dentale</p>
<h3>AZIONE COMBINATA DELLA RESPIRAZIONE NASALE E DELL’ALLATTAMENTO NATURALE</h3>
<p>Il mascellare superiore oltre a crescere come epifenomeno della crescita della base cranica comincia a crescere anche come azione combinata della respirazione nasale e dell’allattamento che eccitano in contemporanea la sutura intermascellare agendo sia sui recettori del cavo nasale che di quello orale<br />
Questo è possibile grazie alla particolare conformazione anatomica della laringe che gli consente di nutrirsi al seno e contemporaneamente di respirare<br />
Con la crescita la laringe comincia a scendere fino a raggiungere entro un anno e mezzo un rapporto con la faringe tale da modulare il suono e consentirgli di articolare il linguaggio</p>
<h3>INTERFERENZE CHE ALTERANO IL PROGRAMMA FISIOLOGICO DI CRESCITA</h3>
<p>È chiaro come in questa delicata fase dello sviluppo, ogni genere di interferenza crea alterazioni del programma fisiologico di crescita, andando a creare perturbazioni che si riconoscono in difetti di sviluppo scheletrico e muscolare che si ripercuoteranno sulla posizione dei denti su difetti masticatori e posturali di grave entità<br />
Pensiamo all’accumulo di muco presente nel bambino in queste delicate fasi dello sviluppo e a quali complicazioni porta per la sua ripercussione sulla funzione respiratoria, come abbiamo visto indispensabile anch’essa al corretto sviluppo scheletrico. Sappiamo come i prodotti derivanti dalla digestione del latte vaccino lasciano parecchio muco tossico e acido<br />
Inoltre nel momento in cui la seconda dentizione tenta di compiere la sua eruzione, se il programma di crescita non è stato sostenuto correttamente, le basi ossee non hanno spazio sufficiente per accogliere i nuovi denti confermando così differenti forme di malocclusione che saranno invalidanti per il sistema in generale</p>
<h3>IMPORTANZA DELLA VITA INTRAUTERINA</h3>
<p>Questi presupposti fanno comprendere quanto sia importante tutta la vita intrauterina per permettere al neonato alla nascita di avere seguito un programma di formazione di organi ed apparati corretto</p>
<h3>IMPORTANZA DELLA BIOTIPOLOGIA INDIVIDUALE E RIPERCUSSIONI EPIGENETICHE</h3>
<p>È chiaro altresì che il pacchetto genetico ereditato caratterizza il genotipo costituzionale che presenterà delle precise caratteristiche fisiologiche. Conoscere il biotipo è fondamentale ai fini diagnostici e terapeutici, in quanto le caratteristiche biotipologiche di ogni individuo portano lo stesso a dare risposte diverse alle stesse cause modificatrici del suo sviluppo<br />
Inoltre è di fondamentale importanza comprendere come l’individuo alla nascita sarà influenzato da una serie di fattori che possono rafforzare o indebolire la sua costituzione<br />
Ad esempio se durante la gravidanza ci sono interferenti che possono modificare la programmazione dello sviluppo epigenetico nel feto ci saranno difetti alla nascita che potranno esprimersi nell’immediato o instaurarsi nel futuro come tendenza a sviluppare patologie.<br />
È possibile addirittura che il nascituro erediti i caratteri epigenetici che i genitori trasmettono nella loro linea di discendenza</p>
<h3>SINDROME DA BIBERON O BBTD (BABY BOTTLE TOOTH DECAY</h3>
<p>È possibile osservare in alcuni bambini sin dai primi istanti in cui inizia l’eruzione dei dentini da latte, ancor prima cioè di ogni contatto con eventuale biberon o ciuccio zuccherati, la presenza di lesioni destruenti che va sotto il nome di BBTD (Baby Bottle Tooth Decay) o Sindrome da biberon<br />
È importante considerare come lo stato della salute dei denti al momento della loro eruzione è legato al genotipo costituzionale che si esprime in quel fenotipo che manifesta tutta la sua individualità biologica</p>
<h3>INFLUENZA DEI MOLTEPLICI FATTORI CHE INFLUENZANO IL COMPORTAMENTO BIOLOGICO INDIVIDUALE</h3>
<p>È logico supporre che non è un singolo fattore ma l’unione di molteplici fattori a influenzare il comportamento individuale biologico<br />
A volte l’uso indiscriminato di farmaci e di cattive abitudini alimentari della mamma possono giustificare tale manifestazione patologica, ma a volte questo quadro è presente anche in bambini le cui mamme hanno seguito uno stile di vita congruo.<br />
L’unica spiegazione è essenzialmente quella biotipologica costituzionale, dove sicuramente tale difetto sarà la conseguenza di un adattamento epigenetico trasmesso dalla linea di discendenza del bambino<br />
Tali presupposti fanno comprendere quanto sia importante il percorso di vita intrauterina sia da un punto di vista della nutrizione cellulare a partire da un corretto stile di vita alimentare della mamma che inevitabilmente emozionale<br />
Qualora l’interferenza di fattori sfavorevoli intervengano nel periodo dell’organogenesi le ripercussioni epigenetiche potranno manifestarsi a carico dei denti come delle basi scheletriche mascellari e mandibolari con un’alta probabilità di sviluppare alterazioni dento-basali<br />
È importante ricordare che tutte le cattive abitudini alimentari della mamma possono favorire il rischio di asma e allergie ancor di più se la base biotipologica del bambino ne è favorevole, determinando problematiche di tipo respiratorio<br />
È nota la discromia e l’indebolimento dei denti causato dall’assunzione di tetracicline da parte della mamma durante la gravidanza o nelle fasi precoci appena dopo la nascita fino almeno al primo anno di vita del bambino<br />
La fase intrauterina è una fase delicata della vita dell’individuo<br />
Ogni stimolo ambientale influenza la genetica individuale, provocando mutazioni che si riflettono in termini epigenetici sul nuovo programma biologico. A volte anche se gli stimoli durante tale fase siano coerenti e favorevoli al programma biologico di crescita, il bambino può invece ereditare le mutazioni che epigeneticamente i genitori posseggono nella loro linea di discendenza<br />
Alla nascita l’allattamento al seno rappresenta oltre che un nutrimento basilare per la futura crescita uno stimolo funzionale congruo per stabilire i pilastri di una corretta crescita delle basi ossee mandibolari e mascellari che ospiteranno i futuri denti necessari a definire uno stato di salute ottimale generale</p>
<h3>DIETA VEGETARIANA E VEGANA</h3>
<p>L’American Dietetics Assosciation dichiara che le diete vegetariane e vegane ben bilanciate sono corrette ed adeguate ad ogni fase della vita, compreso gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza</p>
<p>L’alimentazione salutare è quella volta a nutrire le cellule che sono le strutture base, i mattoni vivi dell’organismo<br />
Le malattie dell’infanzia sono prevalentemente collegate a sovralimentazione<br />
Per la salute in generale e per la tutela della salute dentale in particolare il nemico principale è rappresentato dal troppo pane, zucchero, cibi dolci e troppe sostanze animali che non dovrebbero mai entrare nei nostri delicatissimi apparati digestivi assimilativi<br />
Bisogna prediligere cibo nel suo stato naturale, pieno di vita, di sali naturali, zuccheri buoni, ferro e altri minerali, sostanze acide tutti mescolati in perfetta purezza e in proporzioni ottimali, tutti irradiati e magnetizzati dall’energia solare<br />
L’alimentazione insieme ad un coerente stile di vita diventano i presupposti affinchè quella genetica sfoci in un fenomeno epigeneticamente forte ed evolutivo in tutti gli aspetti psico neuro endocrino immunitari</p>
<h3>LA CARIE</h3>
<p>Anche la carie, le cui teorie ormai ripercorrono la notte dei tempi, non è relegabile ad una sola causa, pertanto lo strepotococco mutans bersagliato come l’unico responsabile diventa un tramite, laddove le condizioni interne favoriscono la caduta delle difese immunitarie e l’instaurarsi di un terreno acido dove i batteri diventano i protagonisti favorendo il fenomeno della demineralizzazione.</p>
<h3>I PILASTRI DI UNA SALUTE DENTALE OTTIMALE</h3>
<p>Quindi adeguata cura dell’ ambiente intrauterino, allattamento al seno e alimentazione naturale che stimoli attraverso la funzione masticatoria corretta una crescita e uno sviluppo idonei, rappresentano i pilastri di una ottimale salute orale e generale favorendo, laddove il genotipo è fisiologicamente carente, l’instaurarsi di fenomeni epigeneticamente fortificanti il biotipico in questione<br />
L’odontoiatria può considerarsi evoluta se si interpretano ampiamente i fenomeni della crescita, della stabilità funzionale a partire dalla conoscenza dell’embriogenesi dentale e scheletrica<br />
Questo approccio richiede una conoscenza multidisciplinare ed è associato ad un profondo contatto umano</p>
<h3>LA MASTICAZIONE</h3>
<p>La natura ci ha dotati del sistema stomatognatico per realizzare il primo atto digestivo dell’alimentazione: la masticazione<br />
Questa è la principale funzione di detto sistema che consiste nel taglio, nella presa, nella triturazione, nella macinazione e nella salivazione degli alimenti per facilitare la loro deglutizione.<br />
Nel corso della filogenesi la masticazione ha raggiunto la perfezione nel trattamento fisico del cibo (sminuzzamento) e Madre Natura per continuare l’evoluzione di questa prima fase ha aggiunto alla saliva gli enzimi salivari per iniziare la digestione</p>
<h3>FORMA E FUNZIONE DEI DENTI</h3>
<p>I denti al momento della loro eruzione presentano cuspidi e solchi dovutamente disposti dalla natura con forme rotondeggianti<br />
Il cibo naturale non raffinato e duro, permette alla funzione masticatoria di svolgersi correttamente con movimenti in tutti i piani dello spazio. Al contrario l’alimentazione morbida e raffinata crea l’abitudine di masticare solo con movimenti di apertura e chiusura<br />
L’uomo è dotato di un apparato masticatorio che gli permette di strappare, triturare e sminuzzare il cibo grazie alla complessità del sistema dove il disegno strutturale dei denti è dinamicamente connesso a quello delle Articolazioni Temporo Mandibolari e viceversa<br />
La forma dei denti si creerà grazie allo scivolamento di tutti i denti inferiori contro quelli superiori durante i movimenti di lateralità mandibolare realizzati per masticare, guidati dai canini e dalle traiettorie condilari delle Articolazioni Temporo Mandibolari<br />
Grazie a queste attività si creeranno sui denti delle faccette che si trasformeranno in piani di scivolamento. Il contatto equilibrato nei movimenti masticatori in tutti i piani dello spazio dà luogo all’abrasione fisiologica che dà la forma ai denti che con l’alimentazione morbida e raffinata viene a mancare</p>
<h3>IPOSVILUPPO DELLA MANDIBOLA E DEL MASCELLARE SUPERIORE E DISFUNZIONE MASTICATORIA</h3>
<p>Questo contribuirà all’iposviluppo delle basi ossee mascellari e mandibolari, ad un’alterata funzione masticatoria e ad un ristagno di cibo acido sui denti che favorirà l’insorgenza della carie con annesse infiammazioni gengivali anche in tenera età</p>
<h3>INTESTINO, CONTINUITA’ DEL CAVO ORALE</h3>
<p>È logico che un’alimentazione equilibrata a base vegetale sarà anche un supporto eubiotico per l’equilibrio intestinale che non è certo separato dalla bocca ma ne è una continuità</p>
<h3>FIOLOGENESI DELLE ARTICOLAZIONI TEMPORO MANDIBOLARI</h3>
<p>Filogeneticamente nelle nostre Articolazioni Temporo Mandibolari si combinano le caratteristiche tipiche che permettono una varietà di movimenti estremamente complessi che permettono ai denti tutti i movimenti necessari per effettuare una dieta estremamente variegata<br />
La propriocezione dentale è sofisticatissima in grado di addentare, strappare e addirittura triturare e sminuzzare finemente i vegetali fino a renderli poltiglia digeribile e assimilabile</p>
<h3>LA FORMA DEI DENTI INDICA CHE E’ NECESSARIO MANGIARE LA CARNE?</h3>
<p>Per chi crede che il dente ha un’anatomia strutturale per mangiare la carne, è vero ma non è la condizione indispensabile per la sopravvivenza, visto che la forma dei denti è preposta a triturare e sminuzzare finemente il cibo fino a renderlo poltiglia anche e soprattutto quando si parla alimenti vegetali crudi<br />
Il nostro interesse è invece rivolto a quegli alimenti che permettono di nutrire la nostra impalcatura cellulare e che permettono all’organo masticatorio di funzionare correttamente per crescere e mantenersi in salute. Un’alimentazione naturale integrale a base vegetale crea i presupposti biochimici e biomeccanici perché l’apparato masticatorio sia protetto da insulti che influiscono negativamente sul suo sviluppo e sulla sua salute<br />
Una corretta alimentazione a base vegetale che comincia con la gravidanza che segue con l’allattamento naturale e quindi con un’alimentazione coerente nella prima fase di eruzione dei dentini da latte, fasi delicatissime dello sviluppo del bambino, possono addirittura colmare i difetti biotipologici influenzando in termini epigenetici positivi il futuro del bambino</p>
<h3>CURE ODONTOIATRICHE AGGRESSIVE CHE NON TENGONO CONTO DEI PRESUPPOSTI FISIOLOGICI DELLA CRESCITA</h3>
<p>Considerare quanto siano importanti queste osservazioni è basilare sia per la salute del singolo individuo che per la società intera, visto che normalmente senza queste considerazioni si applicano, per la cura dei difetti di accrescimento della bocca, cure tardive, traumatiche e mutilanti (estrazioni, tecniche multibande, trazioni occipitali ecc)</p>
<h3>CONSIDERAZIONI DEL PROF. PEDRO PLANAS PADRE DELLA RIABILITAZIONE NEURO OCCLUSALE</h3>
<p>Il Prof Pedro Planas parla del “sottosviluppo” delle bocche caratteristico della nostra civiltà, specificando che “se la specialità della profilassi si sviluppasse veramente o almeno si applicasse una terapia molto precoce giungeremmo al traguardo di una medicina più scientifica e meno commerciale in cui il numero delle subspecialità in odontoiatria si ridurrebbe drasticamente. Profilassi vuol dire applicare una terapia per prevenire l’insorgenza di una malattia che non è ancora in atto. Si tratta di condurre la bocca sin dall’eruzione dei primi denti da latte a una situazione di equilibrio, lottando contro l’iposviluppo causato da un’alimentazione morbida tipica della nostra civiltà. Logicamente questa terapia non verrà applicata se non sarà necessaria, ma dal momento che la nostra società civile si allontana sempre più da un modo di vivere naturale la sua applicazione si renderà sempre più indispensabile. Le persone civilizzate utilizzano sempre meno l’apparato masticatorio per demolire gli alimenti, poiché si utilizzano sempre più alimenti sminuzzati che possono essere ingeriti senza doverli masticare”</p>
<h3>RICERCHE DEL DR WESTON PRICE SULL’INFLUENZA DELL’ALIMENTAZIONE SULLA SALUTE DELLA BOCCA E DEI DENTI</h3>
<p>Il Dr Weston Price medico e dentista ricercatore nell’ambito delle patologie dentali, si occupò di studiare le correlazioni tra le malattie dentali e le deficienze alimentari, in particolare le carenze minerali e vitaminiche già nella prima metà del novecento<br />
Fece interessanti scoperte. I pochi popoli che seguivano prevalentemente una dieta basata su cibi naturali, non lavorati vantavano invariabilmente una bocca sana, con denti e gengive sane<br />
I popoli che consumavano cibi da civilizzazione occidentale con proteine animali, zuccheri raffinati, grani raffinati, cibi sintetizzati, cibi conservati, bevande gassate e dolcificate presentavano invece denti e gengive carichi di problemi<br />
Le più importanti valutazioni ed osservazioni epidemiologiche del Dr Price non sono però quelle relative alla carie, bensì alle patologie da iposviluppo osseo facciale da cui originano le malocclusioni<br />
Ha potuto osservare come tutte le comunità modernizzate mostravano una notevole percentuale di deformazione delle ossa craniche. Secondo il Dr Price tali cambiamenti morfologici avvengono nel giro di una sola generazione (ossia si evidenziano già nei primi nati di genitori sani che si siano cibati di alimenti raffinati), così come osservato in tutti i gruppi etnici esaminati che consumavano una dieta di transizione da quella tradizionale a quella civilizzata. Secondo Price queste alterazioni si manifestano con restringimento anteroposteriore e laterolaterale del mascellare superiore, palato ogivale, lingualizzazione degli incisivi laterali e vestibolarizzazione dei canini da discrepanza dento-basale, faccia lunga, restringimento delle narici, tendenza alla respirazione orale, carie, malattie parodontali ecc</p>
<h3>A PROPOSITO DEL LATTE VACCINO E DERIVATI</h3>
<p>I prodotti derivanti dalla digestione del latte si presentano sotto forma di muco tossico e acido.<br />
Si parla sempre di latte per assicurare il giusto apporto di Calcio indispensabile per la salute delle ossa e dei denti.<br />
Il calcio del latte vaccino è legato alla caseina e non viene assorbito. La caseina coagula nello stomaco ed è difficile da digerire. Inoltre parte di questa sostanza pastosa si indurisce ed aderisce alle pareti intestinali impedendo così l’assorbimento delle sostanze nutritive<br />
Una delle più importanti funzioni del calcio è quella di neutralizzare l’acido nell’organismo. Basta che il Ph sanguigno si abbassa che viene intaccata la riserva di calcio buono interno di emergenza per tamponare il processo di acidificazione in atto<br />
Tutti i latticini stimolano la formazione di acido<br />
Per la donna incinta è della massima importanza riuscire a ricevere e trattenere il calcio sufficiente per sé e per il bambino, in modo che il feto immagazzina già una scorta di calcio nei tessuti</p>
<h3>LO ZUCCHERO RAFFINATO</h3>
<p>Lo zucchero raffinato è un prodotto da evitare per la salute in generale e dei denti in particolare<br />
È un indebolitore dell’organismo perché sottrae vitamine, enzimi, sali minerali alle riserve dell’organismo in particolare per il calcio<br />
È chiaro che per assicurare il giusto apporto di nutrienti e in particolare per i denti dei giusti sali minerali è necessario seguire le mamme e i piccoli pazienti con dei programmi educativi e informativi visto che le linee guida della medicina ufficiale spesso risultano confuse e controverse. Ancor di più per chi è sensibile a seguire una dieta vegetariana e vegana, in quanto il fai da te può sfociare in carenze nutrizionali importanti</p>
<h3>LA CARIE</h3>
<p>Il corpo e quindi i denti possono ottenere i sali minerali da una sola fonte: gli alimenti<br />
Le giuste cure dentarie devono iniziare prima della nascita<br />
È necessario sapere che ogni dente è già formato o si sta formando nella mascella al momento della nascita<br />
È dunque necessario iniziare a salvare i denti molto prima della nascita, quando essi si formano<br />
Un’alimentazione carente e abitudini alimentari errate prima e dopo la nascita possono facilmente determinare una struttura dentaria difettosa nei denti decidui e nei denti permanenti<br />
La salute dei denti è semplicemente una parte della salute del corpo e la malattia dei denti fa parte della patologia dell’intero organismo<br />
E’ assurdo sperare di costruire e preservare denti sani con un’alimentazione basata su pane bianco, zucchero bianco, riso sbiancato, cereali denaturati, farine bianche, latte pastorizzato, carni inscatolate, frutta e verdura in scatola, succhi pronti zuccherati, caramelle, torte, dolci ecc. Infatti tale dieta altera tutto il sistema e l’alterazione dei denti non è altro che una parte della degenerazione del sistema causata da un tale regime<br />
È altresì possibile trovare carie dentali con una dieta perfetta. Alla base di questo ci sono sicuramente difetti di digestione e assimilazione nonché predisposizioni tipiche della biotipologia individuale<br />
Bisogna pertanto pensare di raggiungere sempre una buona salute generale, trattando il problema della carie come la parte di un insieme<br />
Esistono tante e diverse teorie sull’insorgenza della carie. Importante è comprendere che i denti fanno parte vitale ed integrale del corpo umano e ricevono i nutrienti attraverso la polpa dentale irrorata dal sistema circolatorio generale che nutre tutto il corpo<br />
Pertanto una buona salute dentale dipende da una buona salute generale che vuol dire un equilibrio psico neuro endocrino immunitario</p>
<h3>SALUTE DENTALE E STABILITA’</h3>
<p>Una bocca in salute è un segno di forza e di benessere per tutto l’organismo<br />
Una bocca stabile con un’occlusione equilibrata è un grande segno di stabilità per l’intero sistema<br />
Le cuspidi palatine superiori sono le cuspidi fondamentali di sostegno. Esse sono garanti della stabilità muscolo-scheletrica e della forza fisica se ben rapportate agli appoggi inferiori. La corretta pressione occlusale impedisce alla mandibola di andare incontro a scivolamenti che si ripercuotono sulla postura con atteggiamenti viziati della testa sul collo e quindi sull’intero sistema posturale creando gravi scompensi energetici</p>
<h3>CUSPIDI DENTALI PER LA STABILITA’ E NON PER MANGIARE LA CARNE</h3>
<p>Questo ci permette di comprendere come l’evoluzione dell’uomo lo ha portato ad avere una postura eretta dove la mandibola esercita un importante ruolo di bilanciamento grazie all’appoggio dei denti, la cui anatomia fatta di cuspidi e fosse è fondamentale per assicurare la stabilità. C’è anche il significato masticatorio ma questo non deve far pensare che i nostri denti siano così strutturati per mangiare la carne.</p>
<h3>LA DIETA VEGANA, LA MIGLIORE PER LA SALUTE DEI DENTI E DELLA BOCCA E PER ASSICURARE AL BAMBINO UNA CRESCITA E UNOSVILUPPO CORRETTI</h3>
<p>Già il Dr. Weston Price con le sue ricerche che risalgono agli inizi del secolo scorso, testimonia che i denti e le ossa delle popolazioni indigene non mostravano segni di sofferenza a differenza di quelle che avevano subito l’ingresso del cibo raffinato e cosiddetto ”civilizzato”. I figli dei primitivi modernizzati che adottavano la dieta dei bianchi, andavano incontro a malattie comuni tra le popolazioni civilizzate, tra cui deformazioni delle ossa facciali e delle arcate dentarie, respirazione orale, carie, parodontopatie ecc.<br />
Le ricerche epidemiologiche sulle malattie dentali pongono l’attenzione sui rischi e pericoli di una dieta povera e addirittura priva di nutrienti importanti. Tali nutrienti sono presenti negli alimenti a base vegetale, e assenti in quelli di provenienza animale la cui nocività è legata all’elevata tossicità che impoverisce le cellule degli elementi nutrizionali indispensabili a preservare e sostenere la salute dentale</p>
<p>La dieta più salutare per la salute e prevenzione dei denti e per l’equilibrato sviluppo scheletrico è quella , con predilezione per il cibo vegetale crudo per dare la possibilità ai denti di masticare garantendo all’apparato masticatorio gli stimoli corretti all’accrescimento scheletrico, infatti il cibo crudo implica masticazione e funzionalità<br />
I vegetali crudi e la frutta matura nel rispetto delle giuste combinazioni non causano grosse putrefazioni e fermentazioni intestinali né a livello intestinale né a quello orale<br />
I cibi alto-fosforici ed alto-urici come carni, cereali raffinati bianchi, bevande gassate ecc. sono nemici dei denti<br />
La dieta vegana contrasta l’acidificazione al contrario dei latticini e della carne che in fase assimilativa diventano acidificanti causando problemi dentari<br />
Mi sembra logico comprendere l’importanza della dieta vegana nella vita del bambino dalla fase intrauterina, alla nascita e in tutta la sua crescita.<br />
Per la salute dei denti e della bocca occorre rispettare rigorosamente la giusta combinazione degli alimenti, la corretta selezione degli stessi prediligendo vegetali freschi biologici e frutta fresca matura di stagione, evitando cereali raffinati, grassi saturi idrogenati anche se di origine vegetale, cibi precotti e industrializzati. Ricordare sempre di far masticare cibo duro ai bambini che cominciano ad avere la dentatura da latte completa.<br />
Per cibo naturale si intende cibo non lavorato di natura vegetale. Cibo non manipolato, non trattato e non sottoposto a lunghe cotture che lo privano degli elementi vitali essenziali.</p>
<h3>CONCLUSIONI</h3>
<p>Mi sembra chiaro come la complessità dell’apparato stomatognatico considerato nella sua unità di denti, ossa, muscoli deve essere osservato nel suo processo di sviluppo dalla vita intrauterina, alla nascita e per tutta la vita dell’individuo.</p>
<p>Devono essere ben chiare le funzioni indispensabili affinchè tale sviluppo si realizzi in maniera armonica, sviluppo coadiuvato e sostenuto dai giusti nutrienti che per ragioni biochimiche e biofisiche devono corrispondere ad alimenti di tipo vegetale non raffinati e il meno lavorati possibile<br />
La persona più importante per la cura dei denti del bambino è la mamma che con la sua dieta, con la sua conoscenza e con i suoi comportamenti prima, durante e dopo il parto risulterà essere il fattore determinante per eccellenza di come saranno i denti dei loro bambini</p>
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		<title>SUZIONE E ALLATTAMENTO AL SENO</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Makio180]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[FUNZIONI DETERMINANTI PER IL CORRETTO SVILUPPO DELLA BOCCA Il neonato nasce con una grande sproporzione tra neurocranio e splancnocranio e, nell’ambito di quest’ultimo, tra mascellare superiore e mandibola. Il programma di crescita craniofacciale alla nascita, prevede che la mandibola stimolata dalla suzione cresca rapidamente per raggiungere il mascellare superiore che insieme cresceranno per realizzare una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>FUNZIONI DETERMINANTI PER IL CORRETTO SVILUPPO DELLA BOCCA</h3>
<p>Il neonato nasce con una grande sproporzione tra neurocranio e splancnocranio e, nell’ambito di quest’ultimo, tra mascellare superiore e mandibola.<br />
Il programma di crescita craniofacciale alla nascita, prevede che la mandibola stimolata dalla suzione cresca rapidamente per raggiungere il mascellare superiore che insieme cresceranno per realizzare una corretta relazione morfofunzionale con il neurocranio.<br />
La crescita facciale sarà adeguata alle esigenze se gli stimoli funzionali rappresentati da respirazione, suzione, deglutizione, allattamento al seno prima dello svezzamento, masticazione dallo svezzamento in poi, si realizzeranno in modo appropriato.<br />
La forte discrepanza tra mascellare superiore e mandibola alla nascita è dovuta al fatto che il mascellare superiore nel periodo fetale si sviluppa soprattutto come epifenomeno della crescita del cervello e dunque delle ossa del cranio e solo in piccola parte per lo stimolo funzionale dato dalla deglutizione e dal succhiamento del dito che iniziano intorno al terzo mese di vita intrauterina.<br />
L’organo della masticazione ha una strategia di crescita che per essere realizzata in modo corretto necessita di una condizione endocrina nel range fisiologico e di stimoli funzionali costanti fin dal periodo fetale.</p>
<p>Alla nascita, l’allattamento al seno con il movimento di va e vieni dell’unità funzionale lingua mandibola, assume il ruolo di principale promotore della crescita mandibolare<br />
Ma è proprio alla nascita che il neonato grazie al biberon fa il suo primo incontro con un’interferenza per il suo corretto sviluppo fisiologico.<br />
La tettarella del biberon costringe la lingua in una posizione arretrata ed immobile insieme alla mandibola.<br />
Inoltre la presenza di grossi buchi annulla la fatica che deve fare il neonato quando è attaccato al seno materno<br />
Tutto questo fa mancare al neonato la funzione della suzione fisiologica che si verifica solo quando il neonato viene nutrito dal seno materno<br />
In questo modo la mandibola cresce principalmente per gli stimoli generali promossi dagli ormoni, ma perde la quota di crescita suppletiva sotto il controllo delle sollecitazioni funzionali<br />
Per nutrirsi dal seno materno il neonato esplica un’intensa ed estesa attività muscolare<br />
Durante l’allattamento artificiale il neonato non esegue il movimento anteroposteriore dell’unità funzionale lingua-mandibola esplicando una ridotta attività muscolare<br />
L’allattamento al seno materno risulta pertanto fondamentale per orientare il genotipo verso il fenotipo corretto dall’attività funzionale che madre natura ha messo a disposizione. Oltre ad un corretto sviluppo delle basi scheletriche che favoriranno una corretta crescita del piano occlusale prima con i dentini da latte e poi con i denti permanenti, sarà favorita la crescita del mascellare superiore e delle vie aeree nasali in stretta connessione con esso.<br />
Ecco che funzioni quali la respirazione, la deglutizione e quindi la fonazione saranno armoniche se conseguenti ad un corretto sviluppo dell’apparato stomatognatico.<br />
Non ultima la considerazione sul distretto otorino, vista la stretta connessione anatomica tra articolazione temporo mandibolare e orecchio interno.<br />
Un fenotipo supportato da stimoli funzionali corretti avrà un piano occlusale che permetterà al bambino di sviluppare un piano masticatorio responsabile della corretta salute dei denti che masticando correttamente saranno maggiormente tutelati dall’insorgenza della carie.</p>
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		<title>SINDROME DA BIBERON</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Makio180]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[BBTD o Baby bottle tooth decay che la medicina ufficiale ha nominato come &#8220;Sindrome da bi beron&#8220;. secondo la medicina ufficiale, l’eziologia di tale sindrome è attribuibile alla cattiva abitudine di assumere latte o liquidi zuccherati dal biberon o di usare ciuccio con il miele, nella giornata o durante il sonno in particolare. È chiaro che i bambini devono evitare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BBTD</strong> o <strong>Baby bottle tooth decay </strong>che la medicina ufficiale ha nominato come &#8220;<strong>Sindrome da bi beron</strong>&#8220;.<br />
secondo la medicina ufficiale, l’eziologia di tale sindrome è attribuibile alla cattiva abitudine di assumere latte o liquidi zuccherati dal biberon o di usare ciuccio con il miele, nella giornata o durante il sonno in particolare. È chiaro che i bambini devono evitare dolciumi, merendine e bevande dolcificate e devono eseguire una dieta equilibrata con pulizia dei dentini. Questo è poi il contenuto delle linee guida in odontoiatria infantile dettato dai suggerimenti della medicina ufficiale.</p>
<h3>IL PROCESSO DI ODONTOGENESI O DI FORMAZIONE DEI DENTINI</h3>
<p>L&#8217;odontogenesi è il processo di sviluppo degli elementi dentali. Gli elementi dentali iniziano a formarsi già dopo solo un mese di vita embrionale. Nella cavità orale primitiva si forma la lamina dentale, un ispessimento dell’epitelio di rivestimento di origine ectodemica che si dispone a ferro di cavallo seguendo la forma delle future ossa mascellari da cui partiranno gli abbozzi dei futuri denti. Ci saranno due lamine dentarie primarie una superiore ed una inferiore e da ognuna di esse si svilupperanno 10 denti decidui da latte.</p>
<h3>PROCESSI ANALOGHI AI DECIDUI PER I DENTI PERMANENTI</h3>
<p>I denti permanenti si svilupperanno con processi analoghi ai decidui ma a partire dalla diciassettesima settimana con gemme dentali che si dispongono posteriormente a quelle dei decidui su una lamina dentale secondaria che origina dalla primaria. I denti che non hanno corrispondenti decidui come i molari definitivi derivano da un prolungamento della lamina dentale chiamato lamina accessoria. Con la differenziazione i tessuti ectodermici e mesodermici degli abbozzi dentali maturano e si trasformano in smalto, dentina e polpa. La corona dentale è completata tra il terzo e il quinto mese di vita intrauterina, mentre la calcificazione inizia al primo anno di vita e dura circa un anno. Gli ameloblasti sono cellule altamente specializzate di origine ectodermica che assumono forma e funzioni indispensabili alla formazione dello smalto. Nella prima fase producono una sostanza amorfa costituita da proteine enameline e amelogenine. Nella seconda fase dopo aver riassorbito liquidi e materiale organico dalla sostanza amorfa precedentemente secreta vi immettono sali di calcio. Il materiale inorganico costituisce il 96% dello smalto con cristalli di idrossiapatite disposti in fasci separati da sottilissimi spessori di materiali organici.</p>
<h3>PREOCCUPAZIONE DEI GENITORI</h3>
<p>Molti genitori mi chiamano preoccupati perché i loro piccoli bambini presentano questo tipo di quadro clinico sin dai primi istanti in cui inizia l&#8217;eruzione dei dentini da latte, ancor prima perciò di ogni contatto con eventuale biberon o ciuccio zuccherati.<br />
L&#8217;aspetto più complesso è quando questi bambini sono figli di genitori vegani e vengono svezzati in tale maniera rispettando rigorosamente le linee igienistiche evitando perciò il contatto di zuccheri con ciuccio o biberon. Sento mamme davvero preoccupate che mettono in dubbio l&#8217;alimentazione vegana terrorizzate magari dalle famiglie che spesso non supportano un tale stile di vita, ma ancor di più terrorizzate dai pediatri di base che non conoscono nulla di più che le linee guida e i protocolli della medicina ufficiale e che demonizzano tutto ciò che non rientra nel loro piano di conoscenza. Ovviamente le mamme chiedono cosa fare.<br />
&#8220;. Certamente un piccolo bambino che presenta un&#8217;erosione precoce dello smalto dei dentini da latte a partire dagli incisivi superiori può andare incontro a disturbi dello sviluppo scheletrico per alterazioni funzionali a carico della lingua e quindi delle basi scheletriche. Possono comparire disturbi della masticazione e della fonazione con l&#8217;instaurarsi di dimorfismi muscolo-scheletrici che sono alla base dell’insorgenza di malocclusioni già nel bambino a partire dalle prime fasi della comparsa dei dentini decidui nella bocca.</p>
<h3>ODONTOIATRIA E ODONTOIATRIA INTERCETTIVA CHE GUIDINO I GENITORI A UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA</h3>
<p>Per questo l&#8217;odontoiatria preventiva diventa un&#8217;odontoiatria intercettiva che guida i genitori ad una nuova consapevolezza per effettuare i passi giusti al momento giusto. È chiaro che, se si è in presenza di erosioni profonde, possono formarsi ascessi per distruzione della polpa del dentino da latte con conseguente sintomatiche dolorose. Ecco che un&#8217;odontoiatria pediatrica olistica permetterà di sostenere il bambino con rimedi sintomatici più adeguati cercando di effettuare una medicina integrata sintomatica il più possibile priva di effetti collaterali. Ma il passo importante della medicina curativa è nella prevenzione e nell’informazione.</p>
<h3>HO UNA FORMAZIONE ARRICCHITA DA MOLTEPLICI PERCORSI E DALLE MEDICINE ANTICHE NON CORROSE DAL RIDUZIONISMO CARTESIANO</h3>
<p>Il medico cosciente lavora secondo il suo piano di coscienza. La medicina non è altro che l’incontro tra due soggetti di cui uno porta la sua sofferenza e l&#8217;altro deve prima comprenderla per poter dare gli strumenti per raggiungere la guarigione. Questo è il motivo per cui ho una formazione in medicina che, oltre a quella ortodossa ufficiale universitaria, è arricchita da molteplici percorsi che mi hanno permesso di integrare le conoscenze. Le medicine antiche permettono di dare all’uomo una connotazione ben più ampia e profonda di quella che il riduzionismo cartesiano ci ha obbligato a credere, anche se è tuttora oggetto di studio universitario.</p>
<h3>IMPORTANZA DELLA TIPOLOGIA INDIVIDUALE E DELLO SVILUPPO DA GENOTIPO A FENOTIPO SECONDO LE INFLUENZE AMBIENTALI E NON PER FITTIZIA EREDITARIETÀ</h3>
<p>Pertanto questo meraviglioso essere umano, con un’intelligenza cellulare che supera ogni presidio tecnologico che l’uomo ha creato, è molto più di un ammasso di cellule che lavora indipendentemente dal macrocosmo nel quale vive. Grandi maestri della medicina, da Pitagora a Ippocrate, hanno parlato di quanto fosse importante in ogni analisi osservare la biotipologia costituzionale individuale. Sappiamo che ognuno di noi nasce con un genotipo che in seguito alle influenze ambientali a cui è sottoposto diventa un certo fenotipo che lo caratterizzerà nelle sue modalità neurofisiologiche. Le influenze ambientali sono di diversa natura una di queste è l&#8217;alimentazione.</p>
<h3>RAPPORTO MADRE-BAMBINO-AMBIENTE</h3>
<p>Dalla formazione dell’embrione alla nascita del bambino, fino a tutto il suo percorso evolutivo, l&#8217;interrelazione tra il biotipo energetico e l&#8217;ambiente in cui il bambino cresce rappresentano l&#8217;aspetto più importante perché il fenotipo si realizzi. Già alla nascita la biotipologia che ogni neonato rappresenta segnerà la sua evoluzione e quindi la sua predisposizione a sviluppare un certo modo di affrontare l&#8217;ambiente. In questa fase è estremamente importante il rapporto con la madre la cui natura influenza in maniera categorica lo sviluppo psicologico del bambino e perciò anche la sua predisposizione verso certe patologie.</p>
<h3>ALIMENTAZIONE VEGANA E SISTEMA IMMUNITARIO</h3>
<p>Certamente l&#8217;alimentazione vegana garantisce in maniera assoluta i mattoni nutrizionali per costruire un sistema immunitario equilibrato in grado di affrontare le emergenze. Si può dire che il cibo giusto nelle giuste combinazioni è la benzina pulita per far camminare la macchina e tenerla in condizioni perfette.</p>
<h3>CON QUESTE PREMESSE È POSSIBILE DARE RISPOSTE ADEGUATE ALLE MAMME DISTRATTE DALLA SINDROME DEL BIBERON</h3>
<p>Non siamo solo il corpo che vediamo e la funzione dei nostri organi è correlata con il tutto che siamo e viviamo. Questo permette di dare una risposta a quei genitori che pur essendo vegani e pur non avendo mai dato il biberon o ciuccio zuccherati ai propri bambini vedono i dentini dei loro figli erosi ed etichettati dalla sigla &#8220;Sindrome da biberon&#8221;.</p>
<h3>EROSIONI DI PARTENZA E FUNZIONI ALTERATE, PER CUI IL BAMBINO MASTICA MALE E NON C&#8217;È LA NATURALE AUTODETERSIONE</h3>
<p>È chiaro che biotipologie con difetti costituzionali genotipici in seguito a influenze ambientali psico fisiche o di altra natura a noi sconosciute possono sviluppare già in fase embrionale difetti di sviluppo dello smalto con la comparsa di queste erosioni che inevitabilmente a contatto con zuccheri acidi vanno a distruggere totalmente lo smalto di tali dentini. Il processo ovviamente non si ferma per i motivi di cui parlavo all’inizio. La funzione è alterata. Il bambino mastica male e non c’è la naturale autodetersione. Se l’alimentazione non è corretta, la formazione di muco impedisce al piccolo di respirare bene con l&#8217;aggravarsi del quadro generale.</p>
<h3>APPROCCIO INDIVIDUALE E ALLATTAMENTO AL SENO</h3>
<p>Per poter fare un’odontoiatria di questo tipo occorre ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e non fermarsi ai soli elementi tangibili. Inoltre la visita odontoiatrica deve iniziare già quando la mamma è in attesa del bambino, per educarla sin dall&#8217;inizio a conoscere tutti gli aspetti possibili e rendere forte il fenotipo che suo figlio potrà diventare. Serve capire l’importanza dell&#8217;allattamento al seno sia per le insuperabili qualità nutrizionali del latte materno, sia per lo stimolo biomeccanico sulle articolazioni temporo-mandibolari che assicura il corretto sviluppo craniale del bambino. Bambino che va seguito dall&#8217;odontoiatra ancor prima che i dentini da latte siano spuntati in bocca. Voglio sottolineare l’importanza del riconoscere la biotipologia del singolo bambino che è fondamentale per instaurare con lui il giusto rapporto per poterlo curare. L&#8217;approccio non può essere lo stesso per tutti.</p>
<h3>CONTRARIETÀ AGLI INTERVENTI INVASIVI, ALLE SIGILLATURE E AL FLUORO ULTRA-TOSSICO</h3>
<p>Nella mia pratica quotidiana ho potuto sperimentare come sia facile per alcuni biotipi lavorare in sedazione ipnotica. Il mio metodo è sempre estremamente conservativo. Evito in maniera assoluta di ricorrere a cure invasive soprattutto in dentizione decidua. Le teorie sull&#8217;insorgenza della carie prevedono cause esogene ed endogene, pertanto sono contraria a qualsiasi tipo di sigillatura, essendo un atto invasivo che si effettua su un dente sano che deve avere i suoi solchi fisiologici predisposti per la masticazione corretta. Inoltre la maggior parte dei sigillanti in commercio sono arricchiti con il fluoro, della cui tossicità è piena la letteratura.</p>
<h3>AUTODETERSIONE DENTALE E PULIZIA MEDIANTE DENTIFRICI INNOCENTI</h3>
<p>I consigli principali che un genitore deve ricevere sono quelli di assicurare al proprio figlio un&#8217;occlusione corretta che permetta ai denti di masticare correttamente in maniera bilanciata e bilaterale affinchè sia assicurata un’adeguata autodetersione. È altresì importante una corretta igiene dentale che sia effettuata con dentifrici non nocivi, privi cioè di fluoro e di ogni tipo di chemioterapici.</p>
<h3>ALIMENTAZIONE VEGANA INDISPENSABILE PER UNA CRESCITA IDEALE DEL BAMBINO</h3>
<p>L’alimentazione vegana è il passo evolutivo indispensabile per poter supportare una crescita ideale, purchè sia inserita in un contesto ambientale sereno ed equilibrato energicamente. Il prof Pedro Planas è stato colui che ha dettato le basi della Riabilitazione Neuro Occlusale RNO, disciplina che permette al fisiatra della bocca di fare una corretta diagnosi funzionale e, a partire da quella, di mettere in atto terapie per correggere ogni tipo di disfunzione dentale e scheletrica. Grazie alla RNO ho gli strumenti per curare dismorfismi senza forzare il sistema ma invitandolo ad attuare gli adattamenti indispensabili all’autocorrezione.</p>
<h3>SINDROME DEL BIBERON LIMITATIVA ED ANCORATA A LINEE-GUIDA STERILI</h3>
<p>Nella mia pratica quotidiana metto al centro l’individuo e analizzo tutti gli aspetti possibili offrendomi come strumento per poterlo guidare verso uno stile di vita salutare per la bocca e quindi per tutto il sistema nella sua unità di corpo e spirito. Mi sembra chiaro che la Sindrome da biberon definita così come la medicina ufficiale la propone è limitativa.</p>
<h3>I GENITORI CERCANO ILLUMINAZIONE ED APERTURA MENTALE</h3>
<p>Limitativa soprattutto per quei genitori consapevoli che desiderano essere accompagnati da un medico affidabile e dotato di mentalità aperta a 360 gradi, non ancorata perciò a linee guida sterili e uguali per tutti.</p>
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		<title>Concezione olistica in odontoiatria: il contributo dell’agopuntura</title>
		<link>http://www.odontolistica.it/articoli/concezione-olistica-in-odontoiatria-il-contributo-dellagopuntura/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 17:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Makio180]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come complemento delle possibilità terapeutiche in ambito odontoiatrico, non dobbiamo trascurare tutte le possibilità terapeutiche che possiamo dedurre dal considerare i problemi del cavo orale e dei denti come collegati ad aspetti più generali della fisiologia e della fisiopatologia del corpo umano visto nel suo insieme. L&#8217;apparato stomatognatico è spesso coinvolto in quadri patologici sistemici; è spesso sede di alterazioni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-880" src="http://www.odontolistica.it/sito/wp-content/uploads/agopuntura-energetica.jpg" alt="agopuntura-energetica" width="210" height="310" /></p>
<p>Come complemento delle possibilità terapeutiche in ambito odontoiatrico, non dobbiamo trascurare tutte le possibilità terapeutiche che possiamo dedurre dal considerare i problemi <strong>del cavo orale e dei denti</strong> come <strong>collegati</strong> ad aspetti più generali della fisiologia e della fisiopatologia del corpo umano visto nel suo insieme.<strong> L&#8217;apparato stomatognatico è spesso coinvolto in quadri patologici sistemici;</strong> è spesso sede di alterazioni mucose in pazienti affetti da malattie immunitarie. Nelle immunodeficienze sia primitive che secondarie, le mucose del cavo orale con il parodonto, vengono coinvolte con la possibilità di intercettare patologie sistemiche più importanti Sono presenti forti relazioni e connessioni, che la medicina moderna conosce come attività del Sistema Nervoso Centrale (SNC), del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), del sistema endocrino, del sistema immunitario. Tali sistemi rappresentano dei veri e propri sistemi di equilibrio, determinando le condizioni di omeostasi tra i vari apparati. Se da una parte si conoscono alcuni dei meccanismi fisiologici di regolazione dei sistemi di equilibrio del cavo orale (denti, mucose, tessuti di sostegno), dall&#8217;altra non sono spiegabili una serie di fenomeni fisiologici: ad es. riassorbimenti interni dentinali in risposta a stimoli irritativi aspecifici e supponibili; non sappiamo perchè uno stesso batterio a volte causa la necrosi della polpa dentale in modo asintomatico, altre volte determina una reazione infiammatoria acuta (pulpite), altre volte il riassorbimento dentinale con formazione di dentina dura di reazione. Nella malattia parodontale osserviamo molteplicità di reazioni diverse e non sono sufficientemente noti i fattori che determinano la diversa suscettibilità dei tessuti gengivali alle noxe patogene (batteri), così come lo è il ruolo svolto dall&#8217;epitelio giunzionale al fondo del solco gengivale, nonchè i meccanismi attraverso i quali l&#8217;acido ialuronico, il collagene e alcuni componenti dei tessuti gengivali vengano risparmiati in alcuni soggetti.<br />
Ancora non è ben noto perchè in alcuni soggetti i denti vanno incontro a processo carioso mentre in altri individui la stessa cosa non avviene pur se sottoposti all&#8217;azione degli stessi acidi prodotti da popolazioni batteriche di cui ben conosciamo l&#8217;azione demineralizzante degli stessi acidi E&#8217; ovvio che dobbiamo fare riferimento a condizioni più generali e globali e considerare questi eventi la risultante di funzioni legate a fattori locali e generali che fanno riferimento al terreno del singolo individuo, visto l&#8217;equilibrio biologico complessivo del sistema che per esempio comprende l&#8217;irrorazione sanguigna della polpa all&#8217;interno del dente, l&#8217;ambiente orale esterno condizionato dalla saliva, la funzione del sistema immunitario.<strong> L&#8217;agopuntura energetica ha per base una concezione in cui è valorizzata non solo la capacità vitale ma anche quella reazionale dell&#8217;organismo</strong> in relazione alla <strong>biotipologia di appartenenza,</strong> per cui è il terreno l&#8217;elemento fondamentale che determina in rapporto a fattori scatenanti esterni l&#8217;insorgenza e l&#8217;evolversi della malattia in ciascun organismo. In ambito odontoiatrico questo significa che l&#8217;apparato stomatognatico e le sue funzioni garantiscono la buona capacità di reazione e di opposizione agli attacchi rivolti al parodonto, alla polpa, alla dentina, allo smalto, siano essi di natura traumatica o infettiva Ci sono relazioni e connessioni tra l&#8217;apparato stomatognatico e il resto dell&#8217;organismo; sono note le connessioni occluso-posturali e biologiche per foci infettivi presenti nel cavo orale, con conseguenze riflesse all&#8217;intero organismo e viceversa. I foci infettivi presenti nel cavo orale possono essere granulomi apicali che coinvolgono il dente nella connessione apicale oppure focalità presenti nel parodonto e che caratterizzano la malattia parodontale nei diversi stadi del processo patologico; foci infettivi possono colpire le ghiandole salivari, le tonsile ecc.<br />
I foci infettivi sono campi di disturbo da cui possono derivare malattie viscerali diverse con meccanismi fisiopatologici complessi, in cui si verifica l&#8217;elaborarsi di una sensibilizzazione tissutale in seguito alla produzione di tossine batteriche e a prodotti della necrosi dei tessuti. <strong>L&#8217;Energetica dei Sistemi Viventi e l&#8217;agopuntura</strong> ci permettono, prima di trattare le malattie, differenziare la sindrome di cui è affetto il malato. Tale procedimento permette di raccogliere e riunire in un complesso di segni e sintomi gli elementi più significativi del quadro sindromico composto non solo dall&#8217;espressione dei sintomi della malattia che stiamo analizzando, ma anche da quelli a carico di apparati e funzioni apparantemente estranei all&#8217;ambito patologico in esame. In una malattia parodontale prendiamo in considerazione i sintomi e i segni soggettivi (ad es. la sensazione di calore) ed oggettivi (modificazione del colore e della forma gengivale, tutte le modificazioni relative al sondaggio, quali la profondità delle tasche, la valutazione della presenza del sanguinamento). Contemporaneamente vanno raccolti e valutati anche i sintomi e i segni relativi ad esempio alla funzione digestiva, nervosa, circolatoria, a quella di termoregolazione e così via.<br />
Nell&#8217;ambito della <strong>malattia parodontale</strong> possiamo trovarci spesso di fronte a vere e proprie sindromi, che vedono coinvolte le funzioni dello stomaco o del rene, nel senso che si può interpretare una patologia odontoiatrica come strettamente connessa ed interdipendente ad altre strutture anatomiche e funzioni dell&#8217;organismo. Il tessuto parodontale è fortemente controllato dalla milza. Infatti il parodonto è un connettivo atto a nutrire e a sostenere e queste sono funzioni che sono proprie del tae yin.<br />
I dati tradizionali dicono che la milza &#8220;nutre e tiene gli organi e le strutture al posto giusto&#8221;, cioè che nel caso specifico tiene fermi e ben saldi i denti. Quindi un buon equilibrio del tae yin manterrà integro e ben funzionante il parodonto Anche lo shao yin nord è importante, visto che l&#8217;osso come base di supporto del parodonto e come denti appartengono allo shao yin nord. In MTC &#8220;il dente è l&#8217;espressione esterna delle ossa; i denti indicano lo stato del midollo e del cervello&#8221;. Oltre al rene e alla milza dobbiamo tener presente il fegato che ha rapporto stretto con i legamenti, il cuore che presiede alla circolazione del sangue, il polmone alla sua ossigenazione. L&#8217;agopuntura attraverso l&#8217;Energetica dei Sistemi Viventi agendo sulla regolazione delle funzioni profonde dà un ricco contributo sul piano terapeutico, agendo sia sulle necessità individuali stimolando il trofismo dei tessuti coinvolti nei processi patologici, che sul potenziamento delle capacità di reazione nei confronti degli elementi aggressivi (immunità) L&#8217;agopuntura promuove inoltre processi riparativi in caso di traumi, possiede un effetto antinfiammatorio, permette all&#8217;organismo malato di attivare i processi di guarigione. In ambito odontoiatrico ciò permetterà di allontanare i fattori patogeni aggressori sia a livello del parodonto che delle mucose che della polpa e di attivare il trofismo dei tessuti e la riparazione dei danni subiti. Quando ci troviamo di fronte ad un danno strutturale il trattamento non porta alla riparazione (es dente spezzato o retrazione ossea e gengivale), ma potrà garantire le migliori condizioni per preservare la residua struttura di sostegno relativo a quella situazione particolare garantendo oltre che la guarigione anche l&#8217;equilibrio del risultato terapeutico. Pertanto è importante considerare l&#8217;agopuntura valida non solo nell&#8217;ambito delle algie, ma come mezzo diretto per la prevenzione, grazie all&#8217;azione trofica sulle strutture degli elementi del cavo orale e dei denti.<br />
Il campo di applicazione pratica dell&#8217;agopuntura in odontoiatria è rivolto in particolare alle sidromi dolorose cranio mandibolari</p>
<ul>
<li>dolori periarticolari</li>
<li>dolori dei muscoli masticatori</li>
<li>dolorabilità dei punti facciali di emergenza dei nervi cranici</li>
<li>otalgia</li>
<li>odontalgia</li>
<li>cefalea</li>
<li>cervicalgia e torcicollo</li>
<li>nevralgia del trigemino</li>
<li>nevralgie facciali atipiche</li>
<li>rinosinusiti</li>
<li>herpes</li>
</ul>
<p>L&#8217;agopuntura può essere risolutiva nei quadri di alveolite post estrattiva, nei dolori da disodontiasi dei terzi molari aiutando l&#8217;organismo a trovare equilibri che possano impedire il ricorrere di ascessi Inoltre l&#8217;agopuntura trova indicazione nelle patologie delle mucose orali: stomatiti, gengivostomatiti, ulcera necrotica, candidosi, stomatite aftosa, herpes. Può inoltre intervenire nella vasta gamma delle patologie temporo-mandibolari e nei riassorbimenti ossei (parodontopatie).<br />
E&#8217; chiaro che nella malattia parodontale assume importanza non solo la diagnosi di malattia ma anche la rivelazione della condizione generale del malato che esprime un quadro clinico individuale irripetibile (individualità fisiologica, patologica, terapeutica). La biotipologia, la condizione psicofisica, la reattività individuale alle noxe patogene e all&#8217;ambiente, il fattore tempo che rende mutevole e dinamico lo stesso quadro clinico sono tutti elementi importanti e determinanti sulla evolutività del quadro patologico.<br />
Attraverso l&#8217;Energetica dei Sistemi Viventi con l&#8217;agopuntura, nella malattia parodontale prenderemo in considerazione i sintomi oggettivi quali la modificazione del colore e della forma gengivale, tutte le modificazioni relative al sondaggio, quali la profondità delle tasche, la valutazione della presenza del sanguinamento ecc., ma anche i sintomi soggettivi quali ad esempio la sensazione di calore e gonfiore il miglioramento soggettivo dei sintomi col freddo o con il caldo o con la pressione della mano sulla guancia in corrispondenza del parodonto. Insieme a questi dati è importante riconoscere la biotipologia in relazione alla funzione dei vari organi e apparati. L&#8217;agopuntura promuove i processi riparativi in caso di traumi, possiede un effetto antinfiammatorio e aiuta l&#8217;intervento odontoiatrico alla guarigione di lesioni a focolaio. Insieme all&#8217;agopuntura l&#8217;auricoloterapia permette all&#8217;organismo malato di reintegrare le perdite, consolidare la restitutio ad integrum delle aree lese, riattivare le funzioni di recupero inibite, attivare i processi di guarigione. Quindi oltre alle funzioni preventive e curative che si esplicano attraverso un&#8217;azione trofica e di potenziamento delle difese immunitarie, dal punto di vista terapeutico l&#8217;agopuntura e l&#8217;auricoloterapia costituiscono un metodo capace di dare una risposta precisa al quadro patologico intervenendo sia nell&#8217;allontanare i fattori patogeni aggressori (batteri, virus, ect) sia nel rinforzare le capacità vitali, funzionali e di reazione privilegiando il fattore o i fattori più determinanti in ambito odontoiatrico ciò permetterà di allontanare i fattori patogeni aggressori a livello sia del parodonto.</p>
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